La Corte di Cassazione ha fissato per il prossimo sei maggio l'udienza relativa al processo Black Money, celebrato al Tribunale di Vibo Valentia contro la cosca Mancuso di Limbadi ed i suoi sodali. Dinanzi ai giudici si presenteranno Pantaleone Mancuso, alias Scarpuni, 60 anni, Giovanni Mancuso, 79 anni, Antonio Mancuso, 82 anni, tutti di Limbadi, Gaetano Muscia, 56 anni, Antonio Prestia, 53 anni, Agostino Papaianni, 59 anni.

In secondo grado. La Corte d’Appello di Catanzaro ha infatti confermato in pieno la sentenza del Tribunale collegiale di Vibo Valentia, assolvendo anche un ulteriore imputato – Leonardo Cuppari – che in primo grado era stato invece condannato per tentata estorsione. Assolto anche in Appello dall’accusa di associazione il boss Pantaleone Mancuso (detto “Scarpuni”) che sta scontando l’ergastolo per altri processi. Cinque anni la condanna per estorsione per Antonio Mancuso e 9 anni per usura a Giovanni Mancuso. Entrambi sono stati assolti anche in Appello dall’associazione mafiosa unitamente a Giuseppe Mancuso (difeso dall'avvocato Leopoldo Marchese), 42 anni, Agostino Papianni (7 anni e 8 mesi per altri reati) ed all’imprenditore Antonino Castagna. Condannato a 5 anni e 6 mesi l’imprenditore Antonio Prestia, 7 anni a Gaetano Muscia, mentre Damian Fialek passa dai tre anni del primo grado ad un anno dell’Appello. Domenico Cuppari (difeso dagli avvocati Francesco Gambardella e Patrizio Cuppari), assolto in primo grado per associazione e condannato per estorsione a 6 anni, adesso è stato assolto sia dall’associazione che dall’estorsione.

L’operazione era scattata nel marzo del 2013 con il coordinamento dell’allora procuratore aggiunto della Dda, Giuseppe Borrelli. In primo grado l’accusa è stata sostenuta dal pm Marisa Manzini, mentre in Appello per l’accusa c’era il pm Annamaria Frustaci.

Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Giuseppe Di Renzo, Francesco Sabatino, Armando Veneto, Salvatore Staiano, Michelangelo Miceli, Giovanni Vecchio e Francesco Calabrese.