Tentato omicidio a Vibo, pena ridotta al figlio del boss (NOMI)
Ridotta la condanna nei confronti del figlio del defunto boss della 'ndrangheta di Limbadi. Il reato di tentato omicidio per il quale era alla sbarra, infatti, è stato derubricato in lesioni personali.
Quali difensori di Giuseppe Pantaleone Mancuso, 45enne figlio di "Vetrinetta" , difeso dagli avvocati Giuseppe Di Renzo e Guido Contestabile, era imputato nel procedimento penale, svoltosi innanzi al Tribunale di Vibo Valentia in composizione collegiale, che vedeva Nazzareno Castagna quale persona offesa in relazione al delitto di tentativo di omicidio, aggravato dai motivi abietti o futili, commesso in danno dello stesso dal Mancuso in concorso con Gennarino Colaci, riconosciuto colpevole e condannato, con le forme del rito abbreviato, dal Gup presso il Tribunale di Vibo Valentia, previa riqualificazione del reato a lui contestatogli, alla pena di anni 2 e mesi 4 di reclusione, a fronte di una richiesta di condanna ad anni 4 e mesi 8.
Ebbene, in data odierna il Mancuso ha riportato la condanna ad anni 1 e mesi 6 di reclusione, previa riqualificazione del reato a lui contestatogli in lesioni personali, a fronte di una richiesta di pena da parte del Pubblico Ministero ad anni 4 e mesi 8.
La vicenda del 28 febbraio 2022. Giuseppe Mancuso, “dopo aver provocato e coinvolto Nazzareno Castagna in un’accesa discussione, presso il “Red Ruby Bar”, scagliandogli dapprima una sedia di grosse dimensioni in testa e, successivamente all’arrivo di Colaci, intervenuto in suo aiuto, continuava a sferrargli calci e pugni sino a colpirlo nuovamente, per altre due volte, con una sedia in testa”.
Gennarino Colaci, dal canto suo, “sopraggiunto in aiuto del Mancuso, munito di un coltello, sferrava repentinamente in direzione di Castagna tre fendenti al fianco destro e immediatamente dopo altre due coltellate alla spalla sinistra, che gli cagionavano lesioni consistite in diverse ferite da taglio, giudicate guaribili in 30 giorni”.
