Un’intercettazione captata in carcere ha salvato i due Salvatore Fazzari, nonno e nipote, per il rinvenimento nella masseria

Il collegio del Tribunale di Palmi ha assolto i due rosarnesi Salvatore Fazzari, classe ’81 e 37, difesi dagli avvocati Armando Veneto e Vladimiro Solano, dall’accusa di detenzione di armi da guerra e clandestine con relativo munizionamento anche da guerra. Nel corso del dibattimento, il collegio difensivo ha portato all’attenzione del Tribunale il particolare di un’intercettazione ambientale captata in carcere, nel corso della quale il detenuto sottoposto a indagine aveva detto di avere avuto in prestito le chiavi della masseria dove erano state rinvenute le armi.

Salvatore Fazzari cl. '81

La perquisizione L’arresto dei due Fazzari, nipote e nonno, era avvenuto nell’aprile 2015. I carabinieri della compagnia di Gioia Tauro, insieme ai colleghi della tenenza di Rosarno, ai militari della compagnia speciale, dello Squadrone eliportato Cacciatori “Calabria” e del Nucleo cinofili del Goc di Vibo Valentia avevano effettuato una perquisizione in una masseria di contrada Baracconi di Località Barbasano nel comune di Candidoni.

Armi e munizioni I carabinieri nel corso del controllo avevano rinvenuto, all’interno di un tubo in plastica arancione con entrambi i tappi chiusi ermeticamente e siliconati, ulteriormente sigillate in cellophane: 1 una pistola mitragliatrice modello “Skorpion” in calibro 7,65, un fucile mitragliatore AK-47 “Kalashnikov”, di fabbricazione slava con matricola abrasa; un fucile mitragliatore M-70 anch’esso del tipo “kalashnikov” di fabbricazione slava; due serbatoi per fucile mitragliatore AK-47, tre serbatoi per pistola, 20 cartucce calibro 12, 128 cartucce calibro 7,62X39 del tipo “kalashnikov”, 72 cartucce calibro 7,65 e 347 cartucce calibro 9X21. Tutte le armi, poste sotto sequestro, erano perfettamente funzionanti.

Gli arresti Subito dopo il rinvenimento, i carabinieri arrestarono prima il giovane Fazzari che aveva assistito alla perquisizione, qualche giorno l’anziano perché proprietario della masseria. I due, dopo circa un anno di detenzione, sono stati posti sotto processo. Intanto, però, era emerso durante una intercettazione in carcere che il più giovane dei Fazzari avesse prestato la masseria a un pregiudicato di Rosarno, per tenerci degli animali, che si trovava in carcere perché accusato di estorsione e per questo motivo era stato posto sotto osservazione. Un particolare provvidenziale per i due imputati che, di fatto, ha reso perlomeno dubbia la proprietà di quelle armi. Per questo motivo, il pm ha chiesto l’assoluzione dei due. Richiesta accolta anche dal Tribunale che li ha assolti.