L'INCONTRO/ A cosa servono le tasse? Ce lo insegna la storia
Dalla celebre frase “date a Cesare quel che è di Cesare” ha preso le mosse al sistema bibliotecario vibonese un apprezzato convegno che ha ricostruito storicamente il legame esistente tra le tasse e la moneta.
L'incontro. Presenti all’incontro, moderato dal direttore di Zoom24.it Mimmo Famularo, il giornalista Tonino Fortuna ed Alessandro De Salvo, referente dell’associazione di divulgazione economica denominata Rete Modern Money Theory. Fortuna, introducendo l’argomento, spiega che quando Cesare occupò la Palestina impose una tassa che poteva essere pagata solamente nella moneta dallo stesso esclusivamente emessa, riportante la propria effige. Il popolo occupato fu di fatto costretto a lavorare per l’impero romano per procurarsi il denaro necessario ad estinguere l’obbligo fiscale. Da qui trae origine quel passaggio del vangelo di Luca che recita: “rendete dunque a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio”. Ciò che a Cesare doveva essere reso, attraverso il pagamento delle tasse, era dunque la sua moneta.
Il punto di vista economico. De Salvo sottolinea, quindi, quella che tuttora è la funzione fondamentale della tassazione: imporre l’utilizzo di una determinata valuta all’interno di un sistema economico. “Ancora oggi noi cittadini cerchiamo di procurarci la moneta necessaria ad adempiere i nostri obblighi fiscali, attualmente denominati in euro, così veniamo spinti a lavorare e ad utilizzare l’euro nelle transazioni. La moneta acquista il suo valore perché è funzionale all’adempimento degli oneri fiscali. Al tempo stesso l’autorità che impone le tasse non può, chiaramente, raccogliere più moneta di quanto ne abbia emessa con la spesa. Può accadere però il contrario, lo Stato può ritirare con le tasse meno soldi di quanti ne spende, realizza così dei deficit che diventano il risparmio di famiglie e imprese”. Le tasse, prosegue De Salvo, “non sono mai servite a finanziare la spesa dello Stato perché non possono precederla. Quando lo Stato raccoglie con le tasse l’equivalente di una spesa significa che non intende, o non gli è concesso, lasciare nell’economia più soldi di quanti non ve ne siano già, regolando, in tal modo, le stesse dinamiche economiche”.
... e quello storico. Fortuna sottolinea a sua volta che le tasse storicamente sono state uno strumento a disposizione delle autorità che le impongono per incoraggiare dei comportamenti e scoraggiarne degli altri, ricordando la tassa sui passeri per proteggere i raccolti e quella, più curiosa, sulle barbe. Tutt’oggi, spiega il giornalista, ad esempio, “le tasse sul fumo, che rendono le sigarette molto care, servono a evitarne il più possibile l’utilizzo”.
Conclusioni. La parte finale dell’incontro è stata dedicata all’assetto dell’Eurozona che, per come strutturata, impedisce agli stati aderenti di attuare un’autonoma politica economica e li costringe a dipendere dai mercati dei capitali privati per soddisfare le proprie esigenze finanziarie.
