"Vi siete dimenticati degli amici". Secondo gli inquirenti era questa la frase ricorrente utilizzata dagli esponenti della cosca Pardea-Ranisi per approcciare le vittime di estorsione. Emergono nuovi particolari nelle carte dell'inchiesta, condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia (guidata dal procuratore Nicola Gratteri), che ha portato questa mattina all'arresto di cinque persone a Vibo Valentia.

Nella città capoluogo di provincia tra il 2009 al 2022  le richieste estorsive erano all'ordine del giorno e non riguardavano soltanto gli appalti sul servizio di raccolta dei rifiuti, ma si allargavano anche alle attività edilizie.

Il "pizzo". In un'occasione, in particolare, Andrea, Vincenzo e Salvatore Mantella si portavano su un cantiere relativo a dei lavori edili sito tra Vibo e Vena superiore, e "avvicinavano Gregorio Farfaglia, figlio di Rocco Farfaglia, titolare della ditta appaltatrice dell'opera, minacciandolo". Ossia, invitandolo a "mettersi a posto", come peraltro "già riferito in precedenza al Farfaglia da esponenti della 'ndrina di San Gregorio d'Ippona, a loro volta interessati all'appalto, in ragione sia della competenza vantata sul territorio di provenienza dell'imprenditore, sia del rapporto di particolare vicinanza con quest'ultimo". Così facendo gli indagati costringevano il citato imprenditore a "consegnargli una somma di denaro pari a 20.000 euro. Soldi che venivano versati in quattro tranche di 5000 euro ciascuna, l'ultima delle quali consegnata personalmente ad Andrea Mantella all'interno di un noto ristorante di Vibo Marina". Le successive tranche, invece, venivano consegnate nelle mani "di Vincenzo e Salvatore Mantella, senza altra causa o giustificazione che non fosse l'ubicazione del cantiere in un territorio sottoposto al controllo del proprio gruppo criminale".

Gli "appetiti" del clan di 'Ndrangheta riguardavano anche il cantiere per la costruzione del nuovo ospedale. In un'occasione Michele Manco si recava con l'auto "all'interno dell'area interessata dai lavori della realizzazione del nuovo ospedale di Vibo Valentia". Qui rivolgendosi ad un'operaio della ditta, "Costruzioni Lucia Srl" (società subappaltatrice dei lavori con riguardo alla fornitura del calcestruzzo preconfezionato), proferiva in direzione di quest'ultimo la frase: "Dì al tuo capo che si è dimenticato degli amici". Una minaccia esplicita finalizzata a costringere l'imprenditore Antonio Lucia (destinatario indiretto della richiesta estorsiva)  a corrispondergli non meglio definite quantità di denaro".  Intento non riuscito per la ferma dell'imprenditore che rifiutava il pagamento e portava il fatto a conoscenza di Massimo Procopio (titolare della società appaltatrice dell'opera pubblica), il quale sporgeva denuncia.

Sempre Michele Manco avvicinava, nelle immediate vicinanze della stazione di servizio "Esso", un'autista della società di "Costruzioni Lucia Srl" e ribadiva la minaccia: "Vi siete scordati di andare a trovare gli amici. Andate a trovare gli amici sennò sparano.