Gita scolastica in moschea per favorire l'integrazione: scoppia la polemica
La giornata dovrebbe prevedere una serie di laboratori dedicati alla conoscenza dell’Islam

È polemica sulla scelta di una scuola del Milanese di organizzare una gita scolastica in una moschea della Brianza. Il caso è emerso nelle ultime ore dopo le critiche della Lega all’iniziativa dell’Istituto Comprensivo “Ai nostri caduti” di Trezzo sull’Adda, che ha programmato per il 24 e il 26 marzo una visita d’istruzione per le classi terze della secondaria presso la moschea di Mezzago.
Secondo quanto riportato nella circolare inviata ai genitori, la giornata dovrebbe prevedere una serie di laboratori dedicati alla conoscenza dell’Islam: dalla vita di Maometto ai cinque pilastri della religione islamica, fino ad attività sulla scrittura araba e sui diritti delle donne. L’obiettivo dichiarato sarebbe quello di approfondire la conoscenza della religione e del suo radicamento sul territorio.
L’iniziativa ha però suscitato la reazione della Lega. Silvia Sardone, vicesegretaria del partito, insieme al capogruppo in Regione Lombardia Alessandro Corbetta, ha espresso forte contrarietà alla scelta della scuola.
“Francamente riteniamo che questa decisione sia preoccupante: la scuola non deve essere un laboratorio di islamizzazione. Non è una semplice visita culturale ma una gita con un percorso che sembra promuovere la religione islamica”, ha dichiarato Sardone.
La vicesegretaria leghista ha inoltre sottolineato che “non esiste alcuna intesa tra lo Stato italiano e le comunità musulmane”, sostenendo che iniziative di questo tipo alimenterebbero un “cortocircuito” nella scuola italiana. “Da una parte – afferma – si parla di scuola laica togliendo crocifissi, canti di Natale e presepi, dall’altra si chiudono le scuole per il fine Ramadan, si organizzano gite in moschea e si portano gli imam in classe”.
Sardone ha poi criticato anche il laboratorio sui diritti delle donne previsto durante la visita, sostenendo che in molte comunità musulmane le donne vivrebbero condizioni di oppressione. “Basta con iniziative ideologiche che non aiutano l’integrazione ma promuovono culture spesso inconciliabili con i nostri valori”, ha concluso.
La vicenda riaccende il dibattito sul rapporto tra scuola, religione e integrazione culturale, tema che negli ultimi anni ha già provocato polemiche simili in diverse città italiane.
