La sanità sotto la lente dell'assise comunale. Primari decisi ad adire la magistratura amministrativa. Mentre l'Asp programma una duplice proposta

di ILARIA LENZA

La posizioni sono cristallizzate, così come le richieste, precise e puntuali, che si intende presentare alla struttura commissariale calabrese. Perché la sanità è per tutti (operatori, politica, dirigenti) "il bene più prezioso da dare al cittadino". Questa è la premessa con la quale si è aperto il dibattito a Vibo Valentia nella sala consiglio di palazzo "Luigi Razza", dove si è tenuta la riunione dell'assise comunale interamente incentrata sulla sanità e sull'ottenimento del riconoscimento del relativo diritto per il Vibonese. Un diritto che in tanti ritengono sia stato negato al territorio con il famoso decreto 30 emanato dal commissario Massimo Scura per la riorganizzazione della rete ospedaliera. E tra i banchi della sala consiliare del Comune le tre determinazioni preminenti sono state in apertura chiarite.

ConsoliI primari "dimissionari". Il dibattito del consiglio comunale aperto e dedicato al tema della sanità pubblica ha visto sin da subito i primari, autori dell'eclatante protesta del Vibonese, scendere in campo per i diritti. A prendere la parola Michele Soriano, prima, e Domenico Consoli, poi. Entrambi fermi sulla loro posizione, che li vede da settimane impegnati (con altri 16 medici dell'ospedale "Jazzolino") in quella che hanno definito "un'estrema determinazione". "Abbiamo l'obbligo - ha affermato Consoli - di continuare a lottare: è il giuramento di Ippocrate che ce lo chiede, siamo chiamati a sposare la causa dei più deboli e questo decreto va bloccato, perché è un'ingiustizia". I primari "dimissionari" hanno pertanto annunciato i loro interventi: "Presenteremo - ha detto Consoli - entro lunedì un documento al ministro, alla Regione, al presidente della Repubblica e alla magistratura amministrativa, nel quale porremo in evidenza lo scollamento fra il decreto ministeriale numero 70 e il decreto del commissario numero 30".

costa 2L'orientamento del consiglio e del sincaco. "In dieci anni i posti letto sono stati dimezzati. Dal 2006 ad oggi sono diminuiti esattamente del 50 per cento". Il tutto, secondo il sindaco Elio Costa, con la giustificazione dell'esigenza del risparmio. "Un falso problema", una sorta di pretesto usato per penalizzare di fatto il territorio. Il primo cittadino ha detto la sua molto chiaramente: "Vorrei che il deliberato di questa consiglio andasse verso la decisione di impugnare il decreto 30 al Tar e segnalasse al Consiglio dei ministri, al presidente e al ministro le disparità di trattamento dei territori, con la richiesta di un intervento". E così ha deliberato l'assise all'unanimità.


scura e caligiuriLa proposta dell'Asp e del dg. Nel merito delle questioni tecniche è entrato, prima di chiarire il suo specifico intervento, il direttore generale dell'Asp, Angela Caligiuri. "Il decreto 30 - ha detto - non ricalca totalmente il decreto ministeriale 70 pubblicato nel 2015. Fissa dei criteri per la riorganizzazione della rete ospedaliera, ma non programma l'organizzazione della rete territoriale, a mio avviso fondamentale". Fondamentale al punto da richiedere l'intervento dell'Asp, che sta elaborando due proposte da presentare entro martedì alla struttura commissariale. "La carenza di personale e la situazione strutturale dell'ospedale "Jazzolino" sono i problemi principali della sanità locale. Il nosocomio non è "fisicamente" idoneo a fornire i servizi che potenzialmente sarebbe pronto a dare. Per questo sto preparando una proposta per apportare delle migliorie all'esistente e un'altra per programmare i servizi da prevedere nel futuro per il nuovo ospedale". Il documento non potrà, però, andare oltre gli standard fissati dalla Regione, "ciò - ha annunciato il dg - comporterà dei sacrifici, che dovranno essere necessari". L'idea sarebbe quindi quella di preservare i territori, Tropea e Serra in primis, "affinché - ha chiosato - si possa dare salute e non solo sanità".