'Ndrangheta nel Vibonese, un altro avvocato contro il pentito (NOMI)
Riceviamo e pubblichiamo la lettera dell'avvocato Pietro Chiodo che, come già sostenuto in precedenza dall'avvocato Luca Cianferoni, ha inteso difendere Domenico Cichello dalle accuse del collaboratore di giustizia Angiolino Servello.
Ad integrazione di quanto già acutamente e puntualmente illustrato dal codifensore Avv. Luca Cianferoni in riferimento all'articolo di stampa pubblicato dal vostro giornale online "Zoom 24" del 24.8.2024, dal titolo "’Ndrangheta nel Vibonese, il pentito: L'alleanza contro i Mancuso", l'Avv. Pietro Chiodo, in difesa dell'imputato Cichello Domenico, esprime il suo più profondo disappunto in ordine al discredito del tutto gratuito e al grave danno all'immagine provocato dalle inattendibili propalazioni della fonte collaborativa Servello Angiolino (richiamate nel suddetto articolo di stampa) nei confronti del Cichello, un imprenditore commerciale che ha sempre fatto dell'onestà e del lavoro una vera e propria ragione di vita e che, nonostante l'ingiusta persecuzione giudiziaria subita da oltre 20 lunghi anni fino a tutt'oggi, non ha mai smesso nemmeno per un istante di credere fermamente nella giustizia e nei suoi tutori, soprattutto nell'onestà intellettuale di quei Giudici (Tribunale di Vibo Valentia), che, seppur con alterne vicende, nell'anno 2015 dissequestrarono tutto il patrimonio aziendale dei coniugi Cichello (azienda agricola e autosalone Superauto di Pititto Angela), rigettando la proposta della misura di prevenzione personale e patrimoniale.
Infine, val la pena di sottolineare, per una questione di completezza espositiva, che le propalazioni della fonte collaborativa Servello sulla circostanza (riferita all'udienza del 24.7.2024 nell'ambito del proc. Maestrale Carthago) che l'attività di rivendita auto fosse finalizzata al riciclaggio di denaro sporco derivante dal traffico di droga da parte del Cichello, al quale sarebbero stati girati degli assegni utilizzati per l'acquisto di auto (il pentito Servello non è stato nemmeno in grado di riferire da chi sarebbero stati girati detti assegni al Cichello e a chi quest'ultimo li avrebbe a sua volta girati), è una circostanza del tutto inedita in quanto mai riferita dallo stesso pentito nelle precedenti sue dichiarazioni rese nell'ambito dell'altro procedimento connesso e parallelo "Rinascita Scott" e comunque una circostanza priva di alcun riscontro esterno di natura individualizzante (in quanto mai confermata da altri collaboratori di giustizia) e pertanto non suscettibile di assurgere a dignità di prova di reità, ai sensi dell’art. 192 comma 3 cpp.
Altrettanto inedita, e la dice davvero lunga sulla circolarità delle propalazioni dei collaboratori di giustizia, è da ritenersi infine la circostanza riferita dal collaboratore Servello all'udienza dibattimentale del 22.7.24 nell'ambito del processo "Maestrale Carthago", in cui, su controesame dell'Avv. Cianferoni, dichiarava di aver fatto delle interviste anche sulla spiaggia con giornalisti di Raiuno ed altre interviste con il giornalista Klaus Davi, senza avere previa autorizzazione da parte del servizio centrale di protezione, che nella circostanza irrogò nei confronti del suddetto collaboratore la sanzione disciplinare dell’ammonimento.
Avvocato Pietro Chiodo
L'avvocato Chiodo ha provveduto ad inviare una rettifica, che provvediamo a pubblicare integralmente.
Si rettifica il precedente comunicato stampa del 27.8.2024 facendo presente per una questione di correttezza espositiva, che fu il collaboratore di giustizia Emanuele Mancuso e non il collaboratore Servello Angiolino a riferire la circostanza del tutto inedita di aver fatto delle interviste anche sulla spiaggia con giornalisti di Raiuno ed altre interviste con altro giornalista Klaus Davi, senza avere previa autorizzazione da parte dei servizio centrale di protezione, che nella circostanza irrogò nei confronti del suddetto collaboratore la sanzione disciplinare dell'ammonimento.
