Paolo Fiorentino si è dimesso da amministratore delegato di Banca Progetto. L’ex ceo ha comunicato la decisione al consiglio di amministrazione dell’istituto e resterà in carica fino all’approvazione del bilancio annuale 2024. Nel frattempo la banca avvierà la ricerca del suo successore.

L’inchiesta «ha accertato come diverse società indirettamente gestite da soggetti contigui a esponenti della cosiddetta matrice ’ndranghetista, hanno beneficiato negli anni di finanziamenti erogati dall’istituto di credito con assistenza di garanzie statali previste dal Fondo centrale di garanzia a favore delle pmi di Mcc accedendo così ad aiuti di Stato a sostegno dell’economia», durante il Covid o dopo la guerra in Ucraina.

L’intermediario «ha erogato finanziamenti assistiti da garanzia statale in favore di società pienamente inserite all’interno di dinamiche criminali» ovvero la ’ndrangheta locale di Legnano-Lonate Pozzolo. Prima dell’avvio dell’inchiesta il fondo Oaktree, azionista con il 99,8% di Banca Progetto, ha stoppato il progetto di ipo a Piazza Affari e ha venduto l’istituto al fondo americano Centerbridge.