'Ndrangheta e narcotraffico a Lamezia, dieci indagati (NOMI)
Un’associazione dedicata al narcotraffico, con base logistica a Lamezia Terme, documentata attraverso intercettazioni ambientali e telefoniche, dove venditori e acquirenti concordavano il luogo di incontro per smerciare diversi quantitativi di droga, soprattutto cocaina e per non dare nell’occhio usavano un linguaggio criptato, chiamando la sostanza stupefacente “pantaloni”, “paninetto”, “documenti”. Un’organizzazione che “si dava da fare” per agevolare il clan Giampà con una serie di cessioni di sostanza stupefacente provate in atti dall’ottobre 2016 al 28 giugno 2017. La Dda di Catanzaro, diretta dal procuratore Nicola Gratteri ha chiuso le indagini con contestuale avviso di garanzia nei confronti di dieci indagati. Si tratta di Gianluca Giovanni Notarianni, detto Luca, 26 anni; Giuseppe Cappello, detto Catulicchio, 35 anni; Luigi Leone, 35 anni; Fabio Vescio, 23 anni ; Giuseppe Costanzo 43 anni; Esterino Tropea, 40 anni; Francesco Caruso, detto Ciccio, 47 anni; Simona Cosentino, 36 anni; Filomena Tropea, 41 anni e Eleonora Paone, 30 anni, tutti di Lamezia Terme.
I vertici. Due gruppi criminali che agivano in perfetta simbiosi, uno dei capi, secondo la Procura distrettuale, era Gianluca Notarianni, che si serviva di Cappello, Leone e Vescio, per veicolare la cocaina nell’interland lametino. L’altro capo era Giuseppe Costanzo, che nascondeva la sostanza stupefacente nel locale da lui gestito “Bar del vino”, mentre Esterino Tropea, Filomena Tropea, Caruso, Costantino e Paone, seguivano le direttive per smerciare la cocaina. Un’ associazione quest’ultima, che operava stabilmente a Lamezia dopo la frattura creatasi tra Costanzo e la cosca Cerra-Torcasio-Gualtieri. Nei confronti di Costanzo la Dda ipotizza anche il reato di furto: avrebbe forzato sei slot machine incassando un bottino di oltre 11mila euro. Gli indagati difesi dai legali Antonio Larussa, Sergio Vescio, Tiziana D’Agosto, Renzo Andricciola, avranno 20 giorni di tempo per chiedere di essere sentiti, depositare memorie difensive e compiere ogni altro atto utile per esercitare il diritto di difesa prima che il magistrato titolare del fascicolo proceda con la richiesta di rinvio a giudizio. (g. p.)
