Donald Trump torna a far parlare di sé con un’improvvisata di 40 minuti sull’Air Force One, di ritorno a Washington da Mar-a-Lago, lanciando minacce contro Colombia, Messico, Cuba, Groenlandia e Iran. Il suo discorso, incentrato sull’operazione in Venezuela, ha aumentato i timori internazionali sulla stabilità globale e accentuato l’isolamento diplomatico degli Stati Uniti.

Le bordate più pesanti sono arrivate contro Bogotà e Copenaghen. Il tycoon ha definito il presidente colombiano Gustavo Petro “malato” e ha ventilato la possibilità di un’azione militare, accusando la Colombia di esportare cocaina negli Usa. Petro ha respinto le accuse definendole “false” e ha invitato i cittadini latinoamericani a manifestare, rafforzando la presenza militare al confine con il Venezuela.

L’ennesimo show del comandante in capo rischia di intensificare le tensioni al Consiglio di sicurezza dell’Onu e di creare un diffuso clima di diffidenza anche tra i Paesi alleati.