Fra gli imputati anche il consigliere regionale del Pd, Michele Mirabello, due revisori dei conti e alcuni componenti del Cda della società addetta alla raccolta della spazzatura

Niente da fare oggi per il processo sulla bancarotta fraudolenta della “Proserpina spa”, la società addetta alla raccolta dei rifiuti nel Vibonese. Per composizione anomala del Collegio (assente uno dei due giudici a latere), il giudice Adriano Cantilena ha rinviato l'udienza al 3 novembre prossimo. Si tratta di uno dei dibattimenti più delicati che si sta celebrando dinanzi al Tribunale collegiale di Vibo Valentia, nato da un'inchiesta portata a termine dal pm Alessandro Pesce, ora trasferito in altra sede, con il supporto della Guardia di Finanza.

Michele Mirabello

Fra gli imputati anche il neo consigliere regionale del Pd, Michele Mirabello, già segretario provinciale del Partito democratico di Vibo Valentia. Mirabello è chiamato a rispondere del reato di concorso in bancarotta fraudolenta, quale ex componente del C.d.a. della “Proserpina”. Sotto processo anche: Giuseppe Betrò e Giandomenico Patarevisori dei conti della “Proserpina”; Giuseppe Ceravolo (ex sindaco di Vibo ed ex assessore provinciale), Domenico Scuglia, Gino Citton, Mirella De Vita e Ciro Orsi, ex amministratori della “Proserpina”. Secondo l'accusa, gli indagati attraverso la falsificazione dei bilanci della società con un passivo fallimentare di quasi 10 milioni di euro  avrebbero evitato la liquidazione ottenendo finanziamenti pubblici dal commissario per l’emergenza rifiuti in Calabria. Una parte dei finanziamenti, secondo la Procura di Vibo, sarebbe finita ad altre società costituite dagli stessi soci privati della “Proserpina”. La curatela fallimentare della “Proserpina” si è costituita parte civile con l’avvocato Enzo Cantafio. (g.b.)