Gdf operazione clan mancuso OPERAZIONE OSSESSIONE
Gdf operazione clan mancuso OPERAZIONE OSSESSIONE

Dalle campagne di Limbadi ai circuiti del traffico internazionale di stupefacenti e del riciclaggio, il clan Mancuso è indicato dagli investigatori come una delle organizzazioni più strutturate e influenti della ’ndrangheta nel Vibonese e non solo. La sua ascesa viene fatta risalire agli anni ’70, quando una fitta rete di alleanze con le cosche di Gioia Tauro e Rosarno avrebbe permesso al gruppo di consolidare il controllo del territorio e di inserirsi in settori economici strategici legati ai grandi progetti infrastrutturali del Sud Italia. Nel decennio successivo, secondo quanto ricostruito dalle inchieste, il potere della cosca si sarebbe ulteriormente rafforzato, fino a incidere direttamente sulle dinamiche istituzionali locali. Un passaggio simbolico è rappresentato dallo scioglimento del Comune di Limbadi nel 1983 per infiltrazioni mafiose, dopo l’elezione di un esponente della famiglia Mancuso in un contesto segnato dalla latitanza e dalla sorveglianza speciale. Un episodio che, per gli inquirenti, segnò la capacità del clan di condizionare la vita amministrativa.

Nel tempo la leadership è stata attribuita a figure come Luigi Mancuso, ritenuto dagli investigatori il vertice dell’organizzazione, più volte arrestato e coinvolto nelle principali operazioni antimafia. Tra queste, l’inchiesta “Rinascita-Scott”, avviata nel 2019 e approdata al maxi-processo del 2021, che ha coinvolto oltre 300 imputati tra presunti appartenenti alla criminalità organizzata, imprenditori e rappresentanti istituzionali.

Secondo gli atti giudiziari, la struttura del clan avrebbe sviluppato ramificazioni in diverse regioni italiane, dal Nord al Centro, fino a contatti internazionali funzionali al traffico di droga e alla gestione dei proventi illeciti. Le attività contestate includono estorsioni, controllo degli appalti pubblici, infiltrazioni nell’economia legale e riciclaggio di capitali.

Il procedimento in corso rappresenta uno dei più ampi tentativi della magistratura antimafia di ricostruire e disarticolare la rete di relazioni tra cosche, imprenditoria e politica, in un quadro investigativo che continua a delineare la capacità di adattamento e trasformazione delle organizzazioni criminali calabresi.