Durante la misura detentiva, avrebbe mantenuto un comportamento irreprensibile e rispettoso delle regole. Anche per questo il Tribunale di Sorveglianza di Napoli ha ritenuto cessata la pericolosità sociale di Pantaleone Mancuso, 64 anni, detto “l’Ingegnere”, considerato elemento di vertice del clan Mancuso. Attualmente, è imputato nel processo “Adelphi” per traffico internazionale di cocaina e nel procedimento d’appello per il duplice tentato omicidio della zia Romana Mancuso e del cugino Giovanni Rizzo.

Mancuso era stato arrestato nel 2019 a Roma, dopo essersi sottratto alla libertà vigilata seguita alla collaborazione con la giustizia del figlio Emanuele nel 2018. Già ricercato nel 2014 e rintracciato al confine tra Argentina e Brasile, era stato poi estradato e resosi irreperibile nuovamente nel 2016, fino al suo ritrovamento a Joppolo nel 2017. Nonostante il suo passato da latitante e le accuse a suo carico, il tribunale ha disposto la revoca della misura di sicurezza detentiva, rimettendolo in libertà.