Chi specula sulla guerra e sull’umanità dolente va perseguito con rigore. Al pari degli sciacalli che compaiono sulla scena per fare razzia di ogni cosa, nel momento del supplizio, delle disgrazie e della macerie, va punito e svergognato come merita, senza se e senza ma. Stiamo parlando di quanti - approfittando di questa guerra insensata che Putin ha scatenato in Ucraina - hanno portato alle stelle i prezzi del carburante. Una mannaia per tutti. In primis per la gente già in difficoltà che da tempo non sa dove aggrapparsi per sopravvivere e per tantissime imprese che rischiano di chiudere e, quindi, di licenziare e di produrre nuovi disagi e nuove povertà. Aumenti immotivati a sentire il Ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani, intervistato da Sky Tg24.

"Stiamo assistendo - ha affermato l’uomo di governo - ad un aumento del prezzo dei carburanti ingiustificato, non esiste motivazione tecnica di questi rialzi. La crescita non è correlata alla realtà dei fatti”. Cingolani ha fatto notare che si tratta di “una spirale speculativa, su cui guadagnano in pochi". In buona sostanza si tratterebbe di "una colossale truffa a spese delle imprese e dei cittadini". Dal canto suo il Codacons - che ha chiesto alla magistratura di intervenire - ha messo in evidenza che né le attuali quotazioni del petrolio e neppure le riduzioni delle forniture sul territorio legate alla guerra in Ucraina giustificano questi aumenti.

La storia è piena di questi comportamenti disonesti. In tempo di sciagure, infatti, se da un lato vi è un mondo, formato per fortuna da eroi silenziosi e da gente con nell’anima e nel cuore lo spirito nobile a amorevole della solidarietà e dell’accoglienza; dall’altro vi è una minoranza di affaristi, pronti a succhiare il sangue, pur di far lievitare il proprio portafoglio di denaro puzzolente. Una corsa malvagia verso il guadagno, ovvero un percorso insensato verso il nulla. Un oltraggio alle città e al cielo insanguinato dell’Ucraina e un atto di noncuranza nei confronti del popolo sofferente.