Tra i vari sacerdoti del Vibonese che hanno festeggiato nei giorni scorsi il 25esimo anno di sacerdozio c'è anche don Giuseppe La Torre, sacerdote della parrocchia di San Michele e San Giuseppe, molto amato nella comunità. Per l'occasione la scrittrice Teresa Averta ha scritto una lettera aperta, anche a nome della stessa comunità parrocchiale (che "hai saputo trasformare in una bella realtà"), che riportiamo qui di seguito integralmente.

"Caro don Giuseppe La Torre,
scrivere una missiva non è più così usuale e affascinante com’era un tempo, quando scrivere e comunicare con foglio e penna era un modo intimo, discreto, ma di animo, per esprimere un pensiero, una notizia o un sentimento. La tua persona riservata sarà molto sorpresa da questo piccolo omaggio che spero ti giunga gradito in una giornata così memorabile. Oggi, siamo nel tempo della tecnologia, dei social media e come scrissi, qualche tempo fa… si può e si deve evangelizzare anche e attraverso la realtà virtuale. Dunque, ho pensato che fosse giusto esprimere ad 'alta voce' a nome di tutta la nostra comunità parrocchiale, un pensiero di sincera gratitudine, attraverso i mezzi moderni, per fare arrivare alla gente vicina e lontana, agli ammalati e ai sofferenti, il sentimento che proviamo per te, umile pastore a servizio nella vigna del Signore.

La situazione odierna è speciale e merita che passato e presente si intreccino per rendere omaggio a te e al tuo cammino, guardando al futuro. E poi io sono solo un tramite. L’intera comunità gioisce per questo luminoso evento, che porta speranza e irradia di luce a tutta la comunità cristiana vibonese e calabrese. Attraverso queste parole parla un’intera comunità, quella di san Michele e san Giuseppe: bambini, ragazzi, giovani, adulti, anziani, e tutti gli operatori pastorali della nostra parrocchia, i volti che incontri quotidianamente tra i banchi della chiesa e quelli che incontri per le strade della città e non solo, anche quelli che non sono così assidui tra queste mura ma che ti stimano tanto e ti vogliono bene.

Il Covid-19 e le sue conseguenze può aver messo in discussione certezze, sicurezze, paure, priorità, desideri e sogni, ma l’affetto, l’amore e la fede non mutano sotto i colpi di una pandemia, anzi. Nella difficoltà, nelle problematiche che affliggono tutte le famiglie del mondo e le comunità cristiane, ci si vuole e ci si deve volere bene un po’ di più, consapevoli che in fondo, ciò che conta davvero, ciò che non può esserci tolto, è l’amore, la libertà di amarci come fratelli e sorelle in Cristo, che si è sacrificato per noi sulla croce.

Su quest’amore grande e forte, che tu trasmetti con la tua speciale persona e incarni con la Parola di Dio, da te, proclamata con cuore e anima come fedele ministro di Dio in Chiesa e nel mondo, piantiamo con radici forti il nostro fervido e sentito augurio per te, caro don Giuseppe. I tuoi 25 anni di sacerdozio che hai speso per la diocesi, a servizio della chiesa, ti hanno riempito di polvere i piedi, ti hanno fatto camminare su sentieri di buio e di luce, dove sei stato sentinella del mattino, del giorno nuovo che risorge perché si sa, hai anche tremato e ti sarai commosso per tutte le volte che ti sei caricato sulle spalle i dubbi, le perplessità e i problemi di centinaia e centinaia di persone e soprattutto quando hai abbracciato le croci di tanti amici per lenire il loro dolore e condividere le loro sofferenze. Sei stato un 'sole di vita'.

Questi 25 anni di sacerdozio che son volati via con il vento dello Spirito Santo, sono stati già consegnati a Dio perché ne faccia tesoro ed eredità in cielo per i tuoi meriti che ti sei guadagnato sulla terra. Questi anni ti hanno però anche fatto sperimentare in modo incredibile la bontà e la misericordia di Dio, capaci di prendere la debolezza e la fragilità umana e trasformarle in forza di fede per il singolo e per tutto il popolo cristiano. Un prete, un parroco, è missionario nel mondo perché lo attraversa con la consapevolezza e la responsabilità di possedere un dono prezioso e un compito arduo e meraviglioso come quello di essere messaggero di pace, di amore e di giustizia. In questo bellissimo viaggio ci siamo incontrati. Ci siamo dati appuntamento sotto la 'nostra tenda' e abbiamo iniziato a conoscerci a vicenda, scoprendo ognuno i pregi e i difetti dell’altro, superando momenti non semplici, ma vivendone tanti gioiosi e sorridenti. La nostra speranza è che il tuo viaggio, caro don Giuseppe sia ancora lungo, importante ed emozionante e che sia ancora tanta la gente, il popolo che arricchirai e ti arricchirà.

La comunità di San Michele e san Giuseppe è una comunità unita, accesa e desiderosa di una preghiera in questo giorno luminoso e di grande gaudio, un giorno di festa che tanti e noi, custodiranno sempre nel loro cuore. Anche tu, hai bisogno della nostra continua preghiera perché hai ridato motivi di speranza e di fiducia non solo a coloro che si sentono cristiani, ma anche alle numerose persone in situazione di disagio familiare, economico e sociale che, in te, hanno intravisto un valido punto di riferimento per guardare al futuro con più certezze e serenità.

Questo importante traguardo raggiunto da te, don Giuseppe, ci fa sentire oltremodo felici per te e la tua famiglia, per questi 25 anni di sacerdozio, molti dei quali trascorsi e che trascorrerai, ancora, come cerimoniere del vescovo presso la Diocesi di Mileto e come valido pastore della nostra comunità. Una comunità che hai saputo trasformare in una bella realtà, arricchita con i suoi particolari carismi e con la sua lungimiranza, virtù che hanno richiamato giovani e meno giovani alla partecipazione attiva delle tante funzioni liturgiche e anche delle varie manifestazioni culturali, comunitarie, finalizzate alla crescita umana e spirituale di tutti i fedeli della nostra cittadinanza.

Mi preme ricordarti ancora che, in tutti noi, esiste la voglia di ricercare il bene comune, la solidarietà, l’amicizia, la fraternità attraverso i tanti progetti proposti dal tuo ministero sacerdotale secondo i dettami della Chiesa, osservando sempre, con mente e cuore, la Parola viva e vera di Dio, Padre dell’umanità; pertanto, continueremo a lavorare insieme come abbiamo sempre fatto. Oggi, l’augurio che sentiamo di formulare a te, caro e amato don Giuseppe, è quello che tu possa continuare ancora per molti anni ad essere guida del nostro cammino parrocchiale, luce degli incontri di catechesi che sa trasformare sempre in momenti intensi di profondo contenuto umano, interprete fedele delle tradizioni che portiamo avanti anche attraverso importanti e meravigliosi eventi culturali, e, ancor di più, auspichiamo che sia sempre tu ad ufficiare le omelie domenicali e festive, con quel tuo straordinario modo di presentare le parole del Vangelo, veri e propri magisteri che rinfrancano il cuore dei fedeli con la mistica delle promesse di Cristo, nostro Salvatore.

Pertanto, per questo tuo 25° anniversario della ordinazione sacerdotale, a nome di tutti i parrocchiani della comunità di san Michele e san Giuseppe, ti rivolgiamo tante preghiere e facciamo nostre le parole di San Francesco: 'Il Signore ti benedica e ti custodisca, mostri a te il suo volto e abbia misericordia di te. Rivolga verso di te il suo sguardo e ti dia pace'.

Con fede e stima
Teresa Averta
Comunità di san Michele e san Giuseppe"