Accusato di coltivazione di marijuana, il Tdl concede i domiciliari a un sinopolese
Nei confronti di Vitalone il 21 novembre 2017, il gip di Reggio Calabria aveva convalidato l’arresto eseguito dai carabinieri di Sinopoli
Il Tribunale di Reggio Calabria ha sostituito la misura cautelare della custodia in carcere con quella degli arresti domiciliari nei confronti di Pasquale Vitalone di Sinopoli.
Nei suoi confronti, il 21 novembre 2017, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Reggio Calabria aveva convalidato l’arresto eseguito dai carabinieri di Sinopoli perché colto nella flagranza del reato di coltivazione di una piantagione di cannabis.
La piantagione Nel corso di un servizio perlustrativo i militari dell’Arma avevano individuato la coltivazione abilmente collocata all’interno di una boscaglia ed appostandosi nelle vicinanze avevano atteso l’arrivo di chi potesse essere coinvolti nella coltivazione. I carabinieri della Stazione di Sinopoli si erano accorti anche della presenza nelle adiacenze di una casa colonica adibita ad essiccatoio delle piante raccolte.
L'accusa L’accusa mossa nei confronti di Vitalone è proprio quella di essere uno dei responsabili della coltivazione ed anche della attività di essiccazione del prodotto.
Il Tribunale delle libertà di Reggio Calabria, in sede di riesame, aveva confermato l’ordinanza emessa dal Tribunale e successivamente il giudice per le indagini preliminari aveva emesso decreto di giudizio immediato. Tuttavia, Vitalone affronterà il processo che a breve prenderà avvio a piede libero perché il Tribunale, accogliendo l’istanza dell’avvocato Girolamo Curti, ha ritenuto le esigenze cautelari da tutelare alcune cessate altre affievolite concedendogli gli arresti domiciliari.
