Diede fuoco alla moglie Maria Antonietta Rositani: Ciro Russo condannato a 18 anni
Il Gup di Reggio Calabria ha condannato a diciotto anni di carcere Ciro Russo, riconosciuto colpevole per aver tentato di ammazzare l'ex moglie, Maria Antonietta Rositani. La richiesta della Procura, nei confronti del 44enne napoletano ma reggino d'adozione, era stata di 20 anni di reclusione: il massimo della pena possibile per omicidio pluriaggravato.
I fatti. L'uomo, con precedenti per maltrattamenti in famiglia, aveva provocato bruciature in diverse parti del corpo della donna, Maria Antonietta Rositani, che ha riportato ustioni sul 60-70 percento del corpo e che continua a versare in gravi condizioni di salute. I fatti risalgono al 13 marzo 2019, quando l'uomo tentò di vendicarsi della scelta della donna di mettere fine alla loro relazione aggredendola davanti a una scuola (l'istituto Frangipane a Reggio) mentre era a bordo della propria autovettura, gettandole addosso il contenuto di una bottiglia di liquido infiammabile e dandole fuoco.
Maria Antonietta ancora in sala operatoria. Il giudice ha riconosciute anche le aggravanti, come richieste dal pm Paola D'Ambrosio. Presenti all'Aula bunker del Tribunale di Reggio, anche al momento della lettura della sentenza, i familiari della giovane donna che si sono costituiti parte civile. Nello stesso momento in cui in aula veniva letta la sentenza Maria Antonietta era ancora in sala operatoria a combattere la sua battaglia.
Le dichiarazioni della figlia di Ciro Russo. Durante la trasmissione "La vita in diretta" la figlia di Ciro Russo ha dichiarato: "È difficile accettarlo, ma è giusto che mio padre paghi per quello che ha fatto". E sul comportamento durante il processo ha riferito: "Mio padre è stato spavaldo fino alla fine. Non mi aspettavo il pentimento ma neppure questa spavalderia in aula".
