Traffico di sostanze stupefacenti, il Tribunale emette la sentenza (NOMI e DETTAGLI)
Tre condanne e numerosi proscioglimenti al termine del rito abbreviato. Diciassette persone dovranno affrontare il dibattimento in aula
Si è conclusa nel primo pomeriggio di oggi, presso il Tribunale di Cosenza, la delicata fase processuale legata all'inchiesta sul presunto traffico di sostanze stupefacenti che, nel 2020, aveva scosso l'area di Luzzi e dei comuni limitrofi. Il Gup Letizia Benigno, al termine dell'udienza preliminare, ha pronunciato il dispositivo che segna un primo punto fermo nel procedimento coordinato dal PM Antonio Bruno Tridico.
L’inchiesta, che ha ricostruito un presunto giro di cocaina acquistata nel Reggino e smistata tra Luzzi, Montalto Uffugo, Rose e Rende in piena pandemia, ha portato a sentenze eterogenee. Per diversi indagati il magistrato ha decretato il proscioglimento per «assenza di ragionevole previsione di condanna», mentre per altri è stato disposto il rinvio a giudizio.
Ecco nel dettaglio la posizione degli imputati coinvolti nell'odierna udienza:
Condannati con Rito abbreviato:
- Antonello Vetere: 6 anni (con riqualificazione ex art. 73 comma 5)
- Manuel Polizzo: 4 anni (con riqualificazione ex art. 73 comma 5)
- Rocco Mammoliti: 2 mesi e 20 giorni
Prosciolti: Mattia Polizzo, Ottavio Bria (per il capo 2), Carmine Gianluca Anzilotti, Fabio Russo (per il capo T1), Natale Tocci, Gianluca Groccia, Roberto Filippo, Alessandro Osvaldi, Robertino Magliari, Giuseppe Cipolla, Fabio Umile Sprovieri.
Dovranno comparire davanti al collegio giudicante per affrontare il dibattimento: Carmelo Vetere, Ottavio Bria, Fabio Russo, Ivan Pucciano, Eugenio Manuel Presta, Francesco Giovanni De Marco, Mario Martire, Annalisa Spadafora, Davide Gencarelli, Daniel Gencarelli, Daniele Marino, Giuseppe Chiari, Leonardo De Vita, Andrea Caloiero, Gianluca Pizzichemi, Matteo Prifti e Francesco Paolo Oscurato.
L’impianto accusatorio aveva delineato un sistema di approvvigionamento di stupefacenti — in particolare cocaina — che, nonostante le restrizioni della mobilità imposte durante l’emergenza sanitaria del 2020, riusciva a rifornire capillarmente diverse zone del Cosentino. Con la sentenza odierna, l'attenzione del Tribunale si sposta ora sul processo ordinario, che vedrà impegnati i diciassette imputati rinviati a giudizio nel tentativo di dimostrare la propria estraneità ai fatti contestati.
