Lucano "esiliato": "Non sono arrabbiato. E' un passo avanti". No comment della Procura di Locri
Scarcerato ma praticamente "esiliato". Mimmo Lucano è stato costretto a lasciare Riace. Lo ha fatto questa mattina, poco dopo l'alba, lontano da occhi indiscreti. Lo ha fatto perché ad imporlo è il Tribunale del Riesame che nei suoi confronti ha revocato gli arresti domiciliari trasformando la misura cautelare in un divieto di dimora nel suo paese, Riace.
Era stato arrestato nei giorni scorsi nell'ambito dell'operazione Xenia, condotta dalla guardia di finanza e coordinata dalla Procura di Locri, perché accusato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e fraudolento affidamento diretto del servizio di raccolta rifiuti. Al momento non e' chiaro dove abbia fissato la sua dimora, sebbene si ritenga che non si sia allontanato dalla Locride. Lucano ha parenti nei Comuni vicini. "Sto bene, non sono arrabbiato. Da una parte sono contento - ha detto all'Agi che è riuscito a contattarlo - perché comunque è un passo in avanti rispetto a quello che avevano proposto il Pm e la Procura. Certo, ho c'è il disagio di non poter andare a Riace. Praticamente sono l'ex sindaco essendo stato sospeso. Vediamo nei prossimi giorni".
No comment invece del procuratore capo di Locri, Luigi D'Alessio, in merito alla pronuncia del Tribunale del Riesame di Reggio Calabria che ieri ha revocato gli arresti domiciliari al sindaco di Riace, Domenico Lucano. Contattato telefonicamente dall'Agi, D'Alessio ha risposto laconicamente: "Non intendo commentare la decisione".
