Caos Croce Rossa: a Vibo tensioni tra fazioni e denunce dopo le elezioni provinciali
A quindici giorni dalle consultazioni ancora nessun verdetto. Le due aspiranti avevano totalizzato lo stesso numero di voti. La lettera di alcuni volontari
I risultati del voto sono attesi da oltre due settimane. Senza che ancora sia trapelato nulla. Qualcuno pensa di riconteggiare le schede, qualche altro di denunciare anomalie. Su tutte le proteste, spicca quella di un gruppo di volontari che, in una lettera, lanciano strali pesanti all'indirizzo di chi gestisce la Croce Rossa non solo a Vibo ma anche in Calabria.
La nota. "A distanza di oltre 15 giorni dalle elezioni per il Consiglio direttivo del Comitato di Vibo - si afferma in una nota - i volontari ancora non ne conoscono l'esito e si trovano nello sconcerto più totale, non sentendosi garantiti nei riferimenti e nella guida per poter operare con la giusta motivazione. Aleggia fra molti volontari dello stesso Comitato la demotivazione e lo sconforto. C'è la netta sensazione fra loro che ormai i principi e le finalità dell'associazione si siano persi per essere sostituiti, soprattutto negli ultimi due anni, da altre ispirazioni, poco trasparenti e di poca chiarezza, assistendo impotenti ad intrecci interni sempre più fitti e sempre più ingarbugliati nella loro confusione".

L'affondo. Difficile "trovare comprensione al determinarsi di una situazione così sconcertante, cercando di ripercorrere un pò la storia recente del Comitato. Andando nel recente passato, non si comprende come mai la presidente regionale della Cri calabrese, d.ssa Nagero, nove mesi fa abbia chiesto espressamente al presidente nazionale, ottenendolo, il Commissariamento della sig.ra Nardo, persona nota in città per grande equilibrio e correttezza, con la principale motivazione che la stessa sig.ra Nardo avrebbe "consentito", secondo la D.ssa Nagero, ad alcuni volontari di "gestire" lo stesso Comitato di Vibo. Motivazioni - si evidenzia - frutto di interpretazione personale e senza alcuna consistenza di carattere gestionale-amministrativo. Senza altre concrete motivazioni o atti conseguenziali in tal senso".
L'iter della vicenda. "Veramente paradossale - proseguono i volontari - il seguito della fase successiva, in cui è stata nominata a nuovo commissario di Vibo, sempre dal vertice nazionale, la stessa presidente regionale. Nel modo più apertamente contraddittorio, infatti, annullando qualsiasi credibilità alle motivazioni dalla stessa espresse poco prima ufficialmente al presidente nazionale, affidava a sua volta il Comitato locale esclusivamente ad una sola volontaria di Vibo di sua scelta. La stessa volontaria, guarda caso, si è poi candidata a presidente del Comitato locale. Incredibile il fatto che, in barba a qualsiasi principio di coerenza, di credibilità e di imparzialità, la presidente regionale lasciava qualsiasi fase della conduzione del Comitato nelle mani di quella sola volontaria e, cosa ancora più incredibile, anche la gestione della fase elettorale da candidata. Metodi del genere non possono che condurre ad una situazione conflittuale, nella sua aperta incompatibilità in cui il controllore controlla se stesso. Prova ne è che, ancora in modo del tutto incomprensibile e molto poco chiaro, gli organi regionali a distanza ormai di ben quindici giorni, non riescono a pubblicare l'esito delle elezioni".

Una gestione discutibile. "Lo sconcerto - sottolineano i crocerossini - continua assistendo ancora oggi alla discutibile “gestione” del Comitato di Vibo da parte di quella volontaria di fiducia della presidente regionale che anche in questa fase, in barba a qualsiasi parvenza di trasparenza e correttezza, non solo si permette il lusso di "autodesignarsi" ormai presidente del Comitato senza alcun verdetto, ma continua a vantare senza alcuna remora il potere di disporre a suo piacimento dell'intero Comitato, essendo garantita in tutto ciò da "poteri superiori". E in virtù di questa dichiarata sicurezza continua imperterrita a spadroneggiare quotidianamente nella sede, da "incaricata" della presidente regionale, addirittura rassicurando e dimostrando disponibilità ad alcuni volontari "amici" e altrettanto apertamente scoraggiandone altri "non amici", consigliando loro di allontanarsi dalla Croce Rossa. Il tutto sotto l' attuale ufficiale gestione della presidente regionale, nonché ancora commissario di Vibo. Assurdo e inconcepibile nella Cri".

Figure verticistiche. "Lo sconcerto non finisce di essere alimentato -sottolinea la nota - dal sentore che da parte del Comitato regionale e da quello locale di Vibo, rappresentati sempre dalla stessa figura verticistica, da qualche tempo stanno per essere intrapresi dei provvedimenti disciplinari, pare caratterizzati da sapore epurativo, nei confronti di alcuni volontari che hanno dimostrato nella fase elettorale di non condividere la candidatura della volontaria sostenuta dalla presidente regionale". E la domanda sorge spontanea: "a chi i volontari CRI di Vibo di "normale" ispirazione volontaristica devono esprimere il loro diritto di chiedere trasparenza e chiarezza quando per via gerarchica sarebbero costretti a rivolgersi a chi ha dimostrato da un pò di tempo di non offrire tali garanzie?"
