A "lezione" di politica con Alemanno, il Movimento per la sovranità inaugura la scuola
L'ex sindaco di Roma sui temi dell'immigrazione e sulla necessità di riunire il centrodestra
Inaugurazione della scuola di formazione politica ieri sera a Vibo nella sede della biblioteca comunale. A "tagliare" il nastro e salire in cattedra l'ex sindaco di Roma e segretario nazionale del Movimento nazionale per la sovranità, Gianni Alemanno. Un'occasione per "tornare a parlare di politica" e soprattutto per riportare la destra al centro dell'agone politico, ripartendo dai propri valori autentici, identità prima di tutto, con l'obiettivo di “tornare ad unire il centrodestra anche in Calabria, letteralmente sparita negli ultimi anni di governo”. La strada indicata da Vibo è stata quindi, quella di "creare una macroregione del Mezzogiorno”.
I dirigenti provinciali. Insieme all'ex sindaco di Roma, il coordinatore provinciale del Movimento nazionale per la Sovranità Fausto De Angelis, l'ex senatore Francesco Bevilacqua e numerosi dirigenti di partito, tra cui, Giuseppe Scianò, l'ex assessore Pietro Comito, l'ex consigliere regionale Salvatore Bulzomì e Caterina Macrì.
I temi. Sotto la lente della scuola – voluta proprio dall'Mns - immigrazione e lavoro. Emergenze da affrontare, ha spiegato Alemanno, “con ricette inevitabilmente diverse da quelle utilizzate dall'attuale governo”. In particolare, Alemanno si è soffermato sul corteo programmato a Roma per il prossimo 14 ottobre rilanciando la necessità "di unire le anime del centrodestra per evitare quel che si è verificato in molti comuni negli ultimi anni". Uno l'indirizzo: "Nessuna retromarcia sull'immigrazione per evitare che dopo lo stop agli sbarchi degli ultimi mesi – il ministro Minniti non ha fatto altro che seguire quello che la destra diceva da tempo – si ritorni pericolosamente indietro”. Quanto alle espulsioni, poi, non ha usato giri di parole: “Chi non ha diritto deve essere riaccompagnato subito indietro. Altrimenti la situazione - ha sottolineato - rischia di scoppiare”, anche perchè ha sottolineato, il rischio neanche troppo lontano è che “gli immigrati diventino manodopera a basso costo, agevolando qualche imprenditore spregiudicato che può permettersi dei ribassi non consentiti ad altri”. Infine, qualche frecciatina – neanche troppo velata - a Fratelli d'Italia, “un piccolo partito senza rispetto per le persone che pretende il monopolio assoluto”.
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