Una conta dei danni che prosegue alla ricerca quotidiana di siti distrutti e riportanti danni più o meno ingenti. Ponti crollati, strade divenute corsi d’acqua, case completamente allagate e terreni agricoli le cui colture saranno pari a zero in quello che può essere descritto come un vero e proprio disastro.
Una situazione d’emergenza che riporta immediatamente alla mente le vittime di quella che è stata una vera e propria tempesta senza precedenti. San Pietro lametino, una delle zone maggiormente colpite e distrutte che riportano immediatamente alla mente i volti delle vittime di questo disastro: Stefania Signore e il piccolo Cristian mentre ancora si scava alla ricerca del corpicino del piccolo Nicolò, due anni, vittima anch’egli del naufragio della scorsa settimana.
Fondazione Terina out. A riportare danni anche la Fondazione Terina, nella zona industriale ex Sir, nella quale stamani è stato siglato un patto d’intesa con l’Unical. La fondazione, in particolare l’aula magna sono state gravemente danneggiate, in particolare, la pavimentazione che si è sollevata distaccandosi dalla base e rendendo l’aula inagibile; anche il bar della Fondazione ha riportato numerosi danni a causa dell’acqua che ha raggiunto livelli altissimi danneggiando anche i frigoriferi. Saranno numerose le opere da effettuare per ripristinare lo stato di partenza della struttura che oggi appare abbandonata e caratterizzata da un tetro silenzio in attesa che le opere di ripristino abbiano inizio e che si possa quantificare l’effettivo cifra da investire. (f.t)