Dimensionamento scolastico, c'è chi grida allo «scandalo» e invita alla mobilitazione
L'ultimo atto domani. Convocato il Consiglio provinciale, chiamato a ratificare un Piano di Dimensionamento scolastico che tanto ha fatto discutere e che prevede, nel Vibonese, la soppressione di 11 autonomie scolastiche.
«È inaccettabile quanto accaduto nella Conferenza dei sindaci e dei dirigenti scolastici, dove con 27 voti a favore e solo 18 contrari è stato stabilito che il sistema scolastico vibonese fosse falcidiato con la perdita di ben 11 dirigenze e cioè il 35per cento dei poli didattici».
Il Movimento 5 Stelle non ci sta e attacca. E invita alla mobilitazione in vista del Consiglio provinciale in programma domani mattina.
«Il centrodestra non può svilire in questo modo la Conferenza dei sindaci, giacché con l’espressione del parere si potrebbe in realtà bocciare il piano e costringere la Regione a ridiscutere con il Governo i criteri e le sue indicazioni così penalizzanti per la Calabria. Un bocciatura sicuramente avrebbe dato motivo alla stessa Provincia di poterlo rivedere. E poiché ancora tutto è possibile con il voto del Consiglio provinciale, il M5S si adopererà con quanti, sindaci, dirigenti scolastici, organizzazioni sindacali e popolazioni, vorranno contrastare il disegno burocratico degli organismi nazionali e regionali, che in questo modo mortificheranno ulteriormente il già depresso territorio vibonese», affermano il coordinatore provinciale Luisa Santoro e il rappresentante del gruppo territoriale vibonese Michele Furci.
«Bisogna invertire la rotta per assolvere alle funzioni amministrative degli enti comunali e della provincia in una visione globale e non a compartimenti staccati l’uno dall’altro. Per questo siamo disponibili a contribuire affinché si rafforzi la politica di concertazione insieme agli enti locali giacché se si rimane inerti ed in attesa che tutto piova dall’alto crescerà l’abbandono dei paesi e i nostri territori saranno penalizzati con la chiusura di tanti altri servizi indispensabili alle persone», concludono Luisa Santoro e Michele Furci.

