Operazione "Sicurezza", la Suprema Corte accoglie i rilievi della difesa e dispone un nuovo processo di secondo grado per tre imputati

Degli originari 15 imputati, ritenuti contigui alla cosca dei “Ruga” di Monasterace, già in primo grado solo 6 erano stati ritenuti responsabili, tra l’altro, di partecipazione ad una associazione finalizzata al traffico di stupefacenti diretta da Cosimo Sorgiovanni, operante nella vallata dello Stilaro, e in particolare nei comuni ubicati nell’alto Jonio reggino e nel basso Jonio catanzarese.

codice penale

I predetti, in sede di giudizio abbreviato, avevano riportato pesanti condanne (a Cosimo Sorgiovanni, quale promotore, erano stati inflitti 18 anni di reclusione), per buona parte confermate in secondo grado, ma poi ampiamente ridimensionate dalla Corte di Cassazione, che aveva ritenuto insussistente il reato associativo, annullando senza rinvio, sul punto, la sentenza della Corte d’Appello di Reggio Calabria, alla quale erano stati rimessi gli atti per la rideterminazione delle pene con riferimento ai reati residui, concernenti singoli episodi di traffico di stupefacente.

operazione-sicurezza

In sede di rinvio, la medesima Corte d’Appello aveva inflitto agli imputati che avevano riportato condanna (Sorgiovanni Cosimo, Sorgiovanni Daniele, Sorgiovanni Remo, Papaleo Pierpaolo, Agresta Giuseppe, Ponzo Romano, Russo Antonio) pene oscillanti tra anni un anno e 4 mesi ed i 4 anni di reclusione.

Tale sentenza, impugnata dai difensori di Sorgiovanni Cosimo (avvocati Lojacono e Arcorace), Russo Antonio (avvocato Arcorace e Fonte) e Papaleo Pierpaolo (avvocati Iacopino e Costarella), in data odierna è stata oggetto di un nuovo annullamento.

tribunale toga aula

In particolare, avanti la Suprema Corte, l’avvocato Francesco Lojacono, in difesa di Cosimo Sorgiovanni - ma sostenendo anche la fondatezza dei ricorsi proposti dagli altri difensori - ha contestato la correttezza dei criteri attraverso i quali il giudice di rinvio è pervenuto alla rideterminazione delle pene, con particolare riferimento agli aumenti per la recidiva e per la continuazione, evidenziando come la Corte d’Appello, sul punto, non si è attenuta alle indicazioni contenute nella sentenza di annullamento con rinvio.

In conseguenza dell’accoglimento dei ricorsi, la stessa Corte d’Appello dovrà procedere ad un nuovo giudizio.