Protezione civile verso la riforma. Monito Tansi: "Via i poteri forti, più volontari"
Più volontariato per abbattere costi; meno sprechi per il pagamento di immobili in locazione, procedure piu' rigorose nell'affidamento dei lavori in emergenza; maggiore collaborazione con gli enti locali. Questi i punti cardine della riforma della Protezione Civile alla quale il nuovo responsabile, Carlo Tansi, lavora da alcuni mesi.
La denuncia. Su Facebook, Tansi stigmatizza l'attivita' di "poteri forti" che lavorano a Roma contro la Calabria. Poi, conversando con l'Agi, precisa: "Mi riferivo - spiega - ad alcune ditte, sempre le stesse, che in passato si aggiudicavano appalti per parecchi milioni di euro, non solo nel mio settore di competenza. In questo c'e' un grande lavoro del presidente della Regione, Mario Oliverio, che intende scalfire questo sistema, al quale occorre sottostare anche per comprare una penna, incidendo anche su un apparato burocratico che non agevola questo percorso".
Gli abusi. Tansi indica alcuni casi concreti indicativi, a suo giudizio, di abusi: "Penso al noleggio degli elicotteri, all'emergenza alluvione a Vibo, ai migranti. In emergenza, quando si affidano i lavori, non c'e' tempo per bandire le gare e questo puo' dare adito a irregolarita' perche' mancano i controlli. Tutte cose - evidenzia - sulle quali ho presentato esposti nelle Procure competenti. Confido, al riguardo, nel nuovo procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri. Per il momento, intendo garantire la massima trasparenza pubblicando ogni atto sul nostro nuovo sito internet". La riorganizzazione della Protezione Civile, assicura Tansi, e' stata avviata, ma non mancano le resistenze. "Non ne faccio una questione di schieramento - dice - ma in passato la politica, di destra e di sinistra, ha utilizzato a suo piacimento la Protezione Civile. Bisogna cambiare lo stato delle cose".
Le scelte difficili. Primo elemento di rottura, l'abolizione dell'albo regionale di Protezione Civile a cui le associazioni dovevano essere iscritte. "Non esiste - dice - in nessuna regione d'Italia". Poi il divieto ai parenti dei dipendenti regionali di fare parte di associazioni operanti nel settore al fine di evitare situazioni di privilegio, e la richiesta della certificazione antimafia per presidenti e dirigenti delle stesse associazioni. "Ci sono state delle criticita' - dice Tansi - ma sono stati casi isolati. Occorre un maggiore coinvolgimento del volontariato nelle fasi d'emergenza, anche per abbattere i costi. La Protezione Civile ha una missione nobile ed e' ad essa che deve tornare, anche attraverso il volontariato che ha a sua volta una missione nobile".
Nodo uffici. Poi c'e' da riorganizzare gli stessi uffici della Protezione civile, a partire dalle sale operative. "Degli attuali 181 dipendenti in organico, 91 sono impiegati nelle sale operative provinciali. In una regione come la Lombardia, che ha molti piu' dipendenti e abitanti della Calabria, sono appena 11. Poi voglio una Protezione Civile di tecnici che possano essere di supporto ai Comuni". Ci sono spese, come quelle sostenute per il fitto di alcuni immobili, che possono essere risparmiate. "Abbiamo gia' dismesso un capannone preso in fitto a Catanzaro, che costava alla Regione 85.000 euro l'anno,ed un appartamento a Cosenza. Lo stesso faremo nelle altre Province. Le nostre strutture saranno allocate in immobili comunali o comunque di proprieta' pubblica, senza spese di fitto". Riorganizzare la Protezione civile in tutte le sue sfaccettature significa anche aggiornare i piani d'emergenza dei Comuni. "Il 50% - lamenta Tansi - dei Comuni calabresi non si e' dotato di piani e il 30% dell'altra meta' ha piani da aggiornare". E ancora, si rende necessario un censimento degli edifici pubblici, soprattutto scuole, ad alta sensibilita' sismica, mentre e' in corso l'erogazione dei fondi necessari per il ripristino dei danni alluvionali nei Comuni della Locride, dove i tecnici hanno effettuato in pochi mesi 440 sopralluoghi. "Presto - aggiunge Tansi - saranno erogati i soldi per i Comuni colpiti dagli eventi alluvionali di Corigliano e Rossano". (AGI)
