Incredibile gaffe di una casa automobilistica tedesca: invia una proposta commerciale al Castello di Pizzo e il destinatario è il sovrano francese morto due secoli fa

Di telefonate a scopo commerciale per vendere questo o quel prodotto le hostess del Castello Murat di Pizzo ne ricevono parecchie. Quasi una a settimana. Mai era capitato loro di ricevere una proposta commerciale indirizzata a Gioacchino Murat e recapitata per posta al Castello di Pizzo. All'apertura della buste anche le stesse, vaccinate, hostess in servizio nel maniero aragonese sono rimaste a bocca aperta.

La proposta commerciale. Una casa automobilistica tedesca, evidentemente alla ricerca di nuovi clienti, invitava il sovrano francese ad acquistare un'auto. Peccato che il destinatario in questione non fosse una persona qualsiasi, ma un personaggio storico, il cognato di Napoleone Bonaparte, condannato a morte e fucilato nel Castello di Pizzo nel 1815, esattamente duecento anni fa. A raccontare la singolare storia la Gazzetta del Sud nell'edizione odierna con un ampio reportage firmato da Rosaria Marrella.

pizzo-tomba_MuratLe ricerche dei resti. Ad essere pignoli, chi ha inviato la lettera ha anche sbagliato l'indirizzo perché all'interno della fortezza napitina, scesa Castello Murat, 89812 Pizzo (Vv), non ci sono neanche le spoglie di re Gioacchino. I resti del sovrano francese – secondo alcune accreditati ricercatori - giacerebbero nel Duomo di San Giorgio dove presto dovrebbero anche partire i lavori per l'individuazione delle ossa che dovrebbero essere poi trasferite in laboratorio e procedere, quindi, alla comparazione con il Dna dei discendenti diretti. Ultimo passo per la conferma di quanto gli storici sostengono da sempre. Con buona pace della casa automobilistica che avrebbe voluto vedere il re utilizzare le quattro ruote.