Carabiniere suicida, oggi i funerali: il giallo della targa rubata e del passamontagna
Pomeriggio l'addio al brigadiere mentre l'inchiesta svela i dettagli del controllo: l'arma d'ordinanza usata durante il tragitto verso la caserma
Si sono svolti oggi pomeriggio alle 15:00, nella Chiesa della Madonna del Miracolo, i funerali di Battista Mastroianni, il brigadiere di 38 anni che ha perso la vita nella notte tra il 30 e il 31 gennaio. La comunità si è stretta attorno alla famiglia nel momento del dolore, mentre gli inquirenti cercano di fare luce sui lati oscuri di una tragedia che ha scosso profondamente l'Arma.
Il feretro è giunto in chiesa dopo che la Procura ha dato il nulla osta alla sepoltura, a seguito dell'esame autoptico eseguito ieri per chiarire la dinamica del suicidio.
Mentre la chiesa della frazione Acquafredda di Lamezia Terme accoglieva il feretro di Battista Mastroianni per l'ultimo saluto, l’inchiesta sulla sua morte si arricchisce di particolari che rendono il giallo ancora più fitto. Il brigadiere di 38 anni, che si è tolto la vita con la pistola d’ordinanza nella notte tra il 30 e il 31 gennaio, era stato protagonista di un controllo stradale dai contorni anomali poco prima del gesto estremo.
Secondo quanto ricostruito Mastroianni sarebbe stato fermato dai colleghi a un posto di blocco in via delle Terme, nei pressi del cimitero di Sambiase. Durante gli accertamenti sulla sua auto privata, i militari avrebbero riscontrato una grave irregolarità: la targa apposta sulla vettura apparteneva in realtà a un altro veicolo e risultava rubata.
Ma non è tutto. Le perquisizioni effettuate sul posto avrebbero portato al rinvenimento, all'interno dell'abitacolo, di un passamontagna. Elementi, questi, che avrebbero spinto i carabinieri a invitare il collega a seguirli immediatamente in caserma per chiarire la situazione e procedere con gli atti di rito.
È stato proprio durante il trasferimento verso il comando che la vicenda è precipitata. Mastroianni, che procedeva sulla propria auto, avrebbe accostato improvvisamente a bordo strada, impugnando l’arma d'ordinanza ed esplodendo il colpo mortale prima che i colleghi potessero intervenire.
Sullo sfondo del funerale odierno resta il lavoro della Procura. Dopo l’autopsia effettuata ieri al policlinico di Catanzaro dal medico legale Saverio Gualtieri — alla presenza dei periti degli avvocati Ilario Circosta e Giuseppe Calderazzo — si attendono ora gli esiti dello stub e degli esami tossicologici. La relazione finale dovrà tentare di spiegare cosa abbia spinto un servitore dello Stato a circolare con una targa rubata e un travisamento in auto, fornendo una chiave di lettura a un suicidio che appare sempre più legato a un contesto ancora tutto da decifrare.
