Il capogruppo del Pd Giovanni Russo e l'ex candidato a sindaco Antonio Lo Schiavo spiegano alcune difficoltà, ciascuno dalla propria prospettiva

Sono i partiti che la sostengono la principale spina nel fianco dell'attuale amministrazione comunale. La conferma è arrivata dalle recenti affermazioni Ottavio Bruni, Alfonso Grillo, Bruno Greco e Vincenzo De Filippis lesti ad esprimere tutto il proprio disagio rispetto ad una giunta ancora con il freno a mano tirato su Psc, Porto, Pennello, Italcementi. Alcuni affidamenti diretti, per non parlare dei debiti fuori bilancio hanno destato più di qualche perplessità. Tutte situazioni nelle quali, l'impressione è stata che il principale partito di minoranza, ovvero il Pd, abbia a tentennare, a giocare di fioretto. Forse perchè un'alternativa vera a Costa deve essere ancora costruita, o perchè si fa fatica a ripristinare il dialogo interno dopo le note guerre intestine, o magari, in nome di quella logica delle “larghe intese” che in Consiglio destra e sinistra in qualche circostanza non hanno disdegnato.

Giovanni Russo

Russo e Lo Schiavo. Questo è il sentire comune, rispetto al quale, però, i principali esponenti democrat nell'aula di palazzo “Luigi Razza” ritengono di dover fare delle puntualizzazioni. Il capogruppo e il suo predecessore, vale a dire, Giovanni Russo e Antonio Lo Schiavo, non danno la stessa spiegazione del “fenomeno” alla Gazzetta del Sud. Se per il portabandiera attuale, “'opposizione c'è ed è viva, nonostante esistano diverse sensibilità. La sfiducia al sindaco potrebbe essere votata domattina ma mancano i numeri”, all'ex candidato a sindaco “dispiace constatare come l'opposizione non sia nelle condizioni di essere sempre pienamente incisiva perchè così da qualcuno è stato deciso all'interno del Partito democratico”.

Lo SchiavoL'affondo di Lo Schiavo. Insomma, “c'è chi ha deciso che bisogna ragionare ancora secondo la logica delle correnti, trascinando nell'assise cittadina le questioni interne al Pd che nulla avrebbero a che vedere con il Consiglio comunale”. Di conseguenza, “non è stato possibile mantenere quell'unità - ha precisato Lo Schiavo - che aveva caratterizzato la campagna elettorale e la sinistra vibonese è tornata divisa e litigiosa”. Per il resto, Russo e Lo Schiavo sono apparsi abbastanza concordi. Le difficoltà della maggioranza sono la logica conseguenza di “una coalizione costruita per vincere e non per governare”; una coalizione “che risente – ha precisato Lo Schiavo – dell'impostazione politica data dal sindaco alla sua maggioranza”.

Trauma elettorale. Russo si affida, invece, ad un rapido flash back per rammentare quanti passi in avanti siano stati compiuti: “Dalle elezioni – ha puntualizzato – il centrosinistra è uscito con le ossa rotte; da quel momento abbiamo dovuto provare a ricostruire la nostra identità non senza difficoltà. Ed oggi riusciamo a tenere il gruppo unito e nonostante esistano sensibilità diverse mai abbiamo votato in modo diverso uno dall'altro”. Quanto alla possibile alternativa il portabandiera dem ha confermato: “Ritengo che da qui a breve saremo in grado di costruire un'alternativa a questa amministrazione che ha perso una grande occasione”.