I numeri si rincorrono e l'apprensione aumenta. C'è paura anche in Calabria e nel Vibonese per l'espandersi a macchia d'olio dell'epidemia da Covid-19. E i dati spesso generano caos perchè, pur essendo corretti, analizzano indicatori differenti. E allora proviamo a fare un po' di chiarezza sulla situazione attuale in provincia di Vibo.

I casi. Onde evitare confusione, bisogna chiarire nel dettaglio quanti sono i casi registrati dall'inizio dell'epidemia e come sono stati trattati. I primi due pazienti affetti da Coronavirus sono stati riscontrati nell'area di Filandari-Rombiolo-Mileto. Si trattava di marito e moglie, giunti a Paola in pullman e portati a casa da un nipote (poi messo in quarantena). Il primo è stato subito ricoverato, poichè cardiopatico, all'ospedale Pugliese di Catanzaro, la moglie lo ha raggiunto successivamente, ma solo in via precauzionale.

A destare maggior turbamento, nel Vibonese, è stata una famiglia di Piscopio che, rientrata dalla Lombardia, avrebbe anche effettuato una serie di spostamenti sul territorio, prima di avvertire i sintomi da Coronavirus. Solo a quel punto sono stati effettuati i tamponi, mentre decine di persone venute a contatto con loro, anche in una cerimonia religiosa officiata a Longobardi di Vibo Valentia, sono finite in quarantena. Il sindaco di Vibo ha denunciato questa famiglia per non aver osservato i protocolli previsti. I tre positivi sono tutti in isolamento domiciliare, non essendosi reso necessario il ricovero.

Il sesto caso è stato registrato a Briatico due giorni addietro.  Si tratta di un uomo che, tuttavia, rientrato dal Nord avrebbe seguito tutti i protocolli indicati dal  ministero della Salute, mettendosi in quarantena e non venendo a contatto con altre persone.

Il settimo ed ultimo caso, per il momento, è stato registrato nella serata di ieri a Nicotera. In questo caso, anche in questo caso, ad essere stato colpito è stato un uomo, giunto in treno lo scorso 12 marzo dal Nord. E' stato posto in quarantena ed in isolamento domiciliare.