Comune Vibo sotto la lente, ancora dubbi sui concorsi: un'anomalia dietro l'altra
Rischia di sollevare nuovi polveroni l'operato della burocrazia di palazzo Luigi Razza. Neanche il tempo di metabolizzare il probabile annullamento del concorso per l'assunzione a tempo determinato di quattro vigili urbani che vengono alla luce nuove “criticità” nei bandi finalizzati ad assunzioni.
L'altro bando. L'operato degli uffici potrebbe finire ulteriormente sotto la lente d'ingrandimento, stando a quanto emerge dall'avviso pubblico sul “Sostegno per l'inclusione attiva”. Un bando pubblicato lo scorso mese di marzo, sul quale non c'è stata alcuna levata di scudi da parte della politica che ha preferito soprassedere, sebbene si trattasse di una procedura di selezione finalizzata ad otto assunzioni per due anni. Dunque, ben più rilevante rispetto a quella che avrebbe portato all'assunzione stagionale di quattro vigili urbani nelle Marinate.
La determina “incriminata”, in questo caso, è la numero 258 dello scorso 12 marzo a firma della dirigente Adriana Maria Teti. Il concorso oggetto di disamina puntava all'assunzione di otto assistenti sociali a tempo determinato. Per l'esattezza, diciotto ore settimanali “soggette a possibile aumento” con contratto in scadenza il 31 dicembre del 2019. Abbastanza significative le uscite, a totale carico del Ministero del Lavoro. La spesa prevista dal bando ammontava a 280mila euro complessivi. Fin qui nulla da eccepire. Ma esisterebbero almeno due condizioni non rispettate dal bando e che finirebbero per cozzare con la normativa in materia di concorsi, creando qualche dubbio sull'operato degli uffici. (La politica non ha responsabilità procedurali ma solo di indirizzo). La prima è legata alla procedura di selezione. Il regolamento comunale per il nuovo ordinamento dei settori-servizi-uffici, all'articolo 37, prevede infatti che per l'assunzione del personale a tempo determinato le prove di selezione, in relazione alla specifica professionalità del posto, consistono in un colloquio o in una prova pratica; oppure in un colloquio ed in una prova pratica. Ebbene, il bando di concorso sul Sostegno per l'inclusione attiva, pur essendo finalizzata all'assunzione a tempo determinato di 8 assistenti sociali, prevedeva, invece, una semplice selezione per soli titoli. Dunque, una chiara incongruenza tra la determina e il regolamento.
Anomalie. E le sorprese non finiscono qua: quel bando, alla medesima stregua della procedura per l'assunzione dei vigili urbani, non è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale. Di conseguenza, anche per tale selezione dovrebbero valere tutte le osservazioni, effettuate nei giorni scorsi dalla politica locale, con tanto di sentenze del Consiglio di Stato. Puntualmente, l'ex assessore Nico Console osservava, che proprio i massimi giudici amministrativi hanno chiarito che “il Bando di concorso indetto da un Comune deve essere pubblicato, quantomeno per estratto, nella Gazzetta Ufficiale trattandosi di regola generale attuativa degli artt. 51, primo comma, e 97, terzo comma, della Costituzione; con la finalità di consentire la concreta massima conoscibilità della indizione del concorso a tutti i cittadini, indipendentemente dalla loro residenza e della capacità o possibilità di accesso agli strumenti informatici”. Insomma, due aspetti – selezione e pubblicazione in GU - non proprio chiari che sembrano cozzare con normativa e regolamenti e rischiano di aprire nuovi contenziosi per gli uffici di palazzo Luigi Razza.
