La Corte d'Assise d'Appello di Catanzaro ha riconosciuto colpevole Emilio Antonio Bartolotta della scomparsa dell'assicuratore e segretario cittadino dell'Udc

[banner no]

La seconda sezione della Corte d'Assise d'Appello di Catanzaro ha condannato Emilio Antonio Bartolotta, di 38 anni, di Stefanaconi (centro confinante con Vibo Valentia) alla pena di 24 anni di reclusione per l'omicidio di Michele Penna di Stefanaconi. La sentenza arriva dopo un precedente annullamento con rinvio ad opera della Cassazione.

Michele Penna

Il corpo di Michele Penna, assicuratore e segretario cittadino dell'Udc di Stefanaconi, non è mai stato ritrovato e, secondo l’accusa, sarebbe stato eliminato nell'ottobre del 2007 in quanto intenzionato a staccarsi dalla cosca del paese, che sarebbe stata guidata dal presunto boss Nicola Bartolotta (di cui Penna aveva sposato la figlia), con l’intenzione di formarne una nuova. Michele Penna sarebbe poi stato punito dal clan, secondo l’ipotesi degli investigatori, anche per una presunta relazione con la moglie di un affiliato alla cosca all’epoca detenuto.

E

Emilio Antonio Bartolotta (in foto a sinistra, difeso dall'avvocato Salvatore Staiano) il 20 luglio 2010 era stato condannato dalla Corte d'assise di Catanzaro a 25 anni di reclusione - pena confermata in appello il 15 giugno 2012. La Cassazione aveva però annullato con rinvio. Oltre al risarcimento dei danni alle parti civili, l'imputato è stato condannato anche al pagamento delle spese processuali. La Corte infine ha dichiarato caduti in prescrizione i reati relativi alla detenzione illegale di armi, alla simulazione di reato ed all'occultamento di cadavere. (g.b.)