Pensiamoci per un solo momento, magari anche in modalità più stereotipica, che cosa rende famosa l'Italia tra tutti i vari Paesi che compongono il mondo? Sicuramente si potrebbe pensare allo sport, basta pensare all'aumento delle scommesse sportive sul calcio anche e soprattutto in rete, ai diversi monumenti storici, come il Colosseo di Roma o la Torre pendente di Pisa, tutte le diverse espressioni artistiche, ma soprattutto la cucina tipica di ogni regione.

Qualche esempio? La pasta in tutte le sue salse e declinazioni, prima di tutto gli spaghetti oppure l'amatriciana e simili, l'onnipresente pizza in tutte le sue innumerevoli versioni, i tanti vini bianchi e rossi che “innaffiano” i pasti e, naturalmente, i dessert per terminare pranzi e cene nel più dolce dei modi.

Ma che cosa ci sta meglio assieme ad una tazza di caffè, ad un amaro oppure ad una grappa per terminare degnamente un pasto? Fra i tanti dolci tra i quali è possibile scegliere, una delle scelte più azzeccate e golose è senza alcuna ombra di dubbio il tiramisù!

Nonostante qualcuno ci mette i pavesini al posto dei savoiardi, ad ognuno il suo, il tiramisù è un dolce tipicamente italiano che tutto il mondo ci invidia, ma da dove ha origine questo succulento dessert? Per conoscere la risposta a questa domanda non dovrete fare altro che proseguire con noi nella lettura.

Molti libri di cucina indicano che tale dolce sia nato tra gli anni Cinquanta ed Ottanta del secolo scorso, ma è nella leggenda e nella tradizione che il “gusto” si fa più intenso.

Prima di tutto partiamo con il dire che sono il Veneto ed il Friuli – Venezia Giulia a contendersene la paternità, ma pare che all'inizio il suo nome fosse ben diverso rispetto a quello che tutti noi ben conosciamo oggi.

Durante una visita a Siena del granduca Cosimo III de' Medici sembra infatti che gli venne servito un piatto chiamato “la zuppa del duca”, ma altre tracce sembrano essere rinvenibili andando ancora un po' più indietro nel tempo.

La leggenda più accreditata è quella che riporta le tracce del tiramisù nel trevigiano dove, inizialmente, era meglio noto come “sbatudin” dato che si trattava di un tuorlo d'uovo sbattuto e mescolato assieme allo zucchero. Un dolce semplice e corroborante per far recuperare ai contadini le forze dopo una giornata intera passata a lavorare nei campi. Ma c'era una signora che voleva rinfrancare ben altro tipo di “fatica”.

Nel centro della città veneta, a quanto pare in piazza Ancilotto, sorgeva una locanda un po' “particolare” gestita dalla matrona che teneva sotto contratto molte ragazze della zona. Ovviamente avete ben capito di che tipo di locanda si trattava!

Per far tornare in piedi i propri clienti, la proprietaria della locanda era solita “incoraggiare” i suoi clienti dicendo loro “desso ve tiro su mi” (“adesso vi tiro su io”) offrendo loro una versione primordiale del tiramisù. Quindi avrete capito che anche il nome serviva per far recuperare le forze ai clienti prima che tornassero dalle loro, giustamente, arrabbiate mogli!