Il dolore per la perdita di Francesco, un giovane padre di soli 36 anni strappato alla vita da un male incurabile, si trasforma in una ferma richiesta di chiarezza. A poche ore dalle esequie dell’uomo, che lascia la moglie e due figli piccoli, il sindaco di Isola Capo Rizzuto Maria Grazia Vittimberga rompe il silenzio per porre interrogativi non più rinviabili alle istituzioni provinciali e regionali.

«Sento la necessità di interrogarmi come sindaco», esordisce Vittimberga, precisando di voler evitare speculazioni o attacchi al personale medico che opera tra mille difficoltà. Il fulcro della questione è l'incidenza delle patologie oncologiche che, negli ultimi anni, sembra aver raggiunto livelli esponenziali sul territorio. Il sindaco chiede se i numeri locali siano effettivamente superiori alla media nazionale o se si tratti di una percezione distorta dal dolore costante che colpisce la comunità.

La richiesta del primo cittadino è precisa: conoscere i dati aggiornati del Registro Tumori. «Quali sono le patologie con le percentuali più alte? Quali iniziative sono state prese in merito?», incalza il sindaco. Conoscere la mappatura del male è il primo passo per comprendere se esistano fattori ambientali o criticità specifiche che richiedano interventi mirati.

Vittimberga sottolinea come la letteratura scientifica attribuisca agli stili di vita un'incidenza di almeno il 30% sulla diffusione dei tumori. Da qui l'interrogativo sulle politiche di sensibilizzazione: alimentazione sana, attività fisica e lotta al fumo devono essere pilastri di una strategia pubblica che migliori la qualità della vita dei cittadini.

Oltre alla prevenzione, il sindaco interroga le autorità sui percorsi sanitari adottati e sull'effettiva adesione ai programmi di screening nel Crotonese. «Isola e tutto il territorio non possono solo versare lacrime, ma hanno diritto a una sanità giusta che li tuteli», conclude Maria Grazia Vittimberga. Il messaggio è chiaro: il tempo del cordoglio deve lasciare spazio a quello delle risposte istituzionali, per onorare la memoria di chi non ce l'ha fatta e proteggere chi resta.