A Pizzo, il recente soccorso a Pasquale Elia, un 61enne colpito da infarto, ha portato alla luce l'importanza cruciale dei protocolli di emergenza e dell'uso tempestivo del defibrillatore. L'intervento, avvenuto lo scorso lunedì, ha visto l'uomo riprendersi grazie alla terza scarica del dispositivo, eseguita dopo ripetuti tentativi di rianimazione.

Questo è quanto sostenuto dal dottor Massimiliano Lo Gatto (segretario generale del gruppo aziendale UIL Fpl Asp Vibo Valentia) infermiere presso il 118 Vibo, ed dal dottor Francesco Andreacchi (responsabile contrattazione Medica UIL Fpl Asp vibo) direttore del servizio 118 Vibo, attraverso le pagine della Gazzetta del Sud.

L'episodio ha suscitato elogi per l'operato dei sanitari, ma ha anche sollevato dubbi e preoccupazioni da parte dei familiari, che hanno vissuto momenti di grande tensione. I minuti concitati dell'intervento sono stati percepiti come interminabili, generando interrogativi sull'efficacia e la prontezza delle operazioni di soccorso.

Nonostante la complessità della situazione, i professionisti coinvolti hanno seguito alla lettera il protocollo previsto, intervenendo con precisione e tempestività. L'infermiera giunta con la prima ambulanza ha iniziato il massaggio cardiaco e ha utilizzato il defibrillatore, mentre l'arrivo della seconda ambulanza ha permesso ulteriori verifiche e la scarica decisiva.

Il caso sottolinea l'importanza del protocollo di emergenza e dell'attrezzatura adeguata per salvare vite, confermando che ogni secondo conta in situazioni di tale gravità. I colleghi e i sindacati, difendendo l'operato dei sanitari, hanno espresso gratitudine per chi si dedica quotidianamente a salvare vite umane, invitando a non sminuire l'impegno e la professionalità di chi lavora in prima linea.

Pasquale Elia, attualmente ricoverato all'ospedale Pugliese-Ciaccio, è vivo grazie alla prontezza e all'efficacia del soccorso ricevuto.