Il futuro di Vibo passa per il porto: Confindustria e sindacati a confronto con la Regione
La programmazione passa per l'importante infrastruttura rispetto al cui futuro l'assessore alla Pianificazione territoriale Francesco Rossi pretende chiarezza.
Primum movens di un territorio vittima dei propri ritardi. E' il porto il crocevia dello sviluppo per la città di Vibo. Un'agenda che ponga in primo piano le questioni nodali a cominciare dalla fondamentale infrastruttura. Con un obiettivo chiaro: rilanciare il turismo, incentivare il commercio, dare un impulso all'economia e ridurre di un paio di punti percentuali la disoccupazione. A discuterne ieri i vertici di Confindustria, al cospetto dei rappresentanti politico-istituzionali del territorio e delle parti sociali, con l'assessore regionale alla pianificazione territoriale. L'obiettivo di sindacati e rappresentanti dei ceti produttivi è quello di passare dal “patto per la Calabria” ad una nuova “Agenda per il territorio”. Sette gli obiettivi concreti da conseguire entro il 31 dicembre 2016 attraverso un osservatorio permanente che intervenga per rafforzare l'attuale assetto produttivo. Gli interventi dovranno essere mirati essenzialmente all'exporto e all'internazionalizzazione delle produzioni locali; alla promozione e al sostegno di nuovi soggetti imprenditoriali con iniziative votate all'autoimprenditorialità; alla nascita promozione e al sostegno di reti, consorzi e aggregazioni. Si punterà ad individuare un'opera infrastrutturale ritenuta prioritaria e strategica per il territorio; a monitorare l'accesso al nuovo ciclo della programmazione comunitaria da parte di soggetti pubblici ed enti locali; a creare le condizioni per la nascfita di un polo di attrazione culturale e professionale; a sostenere almeno cinque iniziative tese a migliorare la qualità della vita e a sostenere il dialogo e l'inclusione sociale. Sul capitolo porto, varie le proposte: mettere in sicurezza l'infrastruttura, migliorarne l'asse viario e riqualificare viale delle Industrie sono le priorità di Michele Lico. Da capire rimane la destinazione dello scalo: tra un passato da recuperare e un futuro da immaginare. Ma soprattutto tra una destinazione commerciale ed una turistica. “Perchè le due cose - ha concluso l'assessore Rossi - non sono coincidenti”.
