La grande opera lirica a Vibo con un spettacolo esclusivo e originale
Il 20 agosto a Palazzo Gagliardi di Vibo Valentia una occasione imperdibile per gli amanti della Lirica: il grande soprano Gemma Bertagnolli in “Se di Basile il volto”: uno spettacolo originale ideato da Lorenzo Fiorito con la direzione musicale del M° Piero Massa.

Sarà un evento davvero straordinario quello che andrà in scena martedì 20 agosto alle ore 19 nella Corte di Palazzo Gagliardi a Vibo Valentia.
"Se di Basile il volto" è un originale ed esclusivo evento musicale ideato e condotto dallo studioso e critico Lorenzo Fiorito con la direzione musicale del M° Piero Massa alla guida dell’Ensemble di Musica Antica e Contemporanea con Mila Vanzini come voce recitante
Protagonista assoluta dello spettacolo il soprano Gemma Bertagnolli: fra le più importanti interpreti internazionali della Musica Barocca.
Nata a Bolzano, è considerata una delle interpreti e docenti di riferimento a livello internazionale per il repertorio barocco. Gemma Bertagnolli ha iniziato giovanissima una carriera che l’ha portata in breve a cantare nei principali teatri e festival italiani ed esteri
Si è via via dedicata con crescente successo al repertorio antico e barocco che ha approfondito attraverso la collaborazione con i migliori specialisti della prassi esecutiva storicamente informata. Ha cantato in teatri e festival di primo piano quali Staatsoper UnterdenLinden di Berlino, Maggio Musicale Fiorentino, Teatro Comunale di Bologna, Bayerische Staatsoper di Monaco, Festival Styriarte-Graz, Ravenna Festival, Opernhaus di Zurigo e Teatro Nacional São Carlos di Lisbona.
È il repertorio barocco ad occupare il posto principale anche nella vastissima discografia di Gemma Bertagnolli, che vanta riconoscimenti della critica quali Gramophone Award, Choc du Monde de la Musique, Timbre de Platine d’Opéra International, in particolare per le partecipazioni alla Vivaldi Edition di Naïve.

Frequentemente invitata a tenere seminari e corsi, in modo particolare sulla vocalità barocca, ha prestato la sua docenza in numerosi Conservatori italiani e presso il Mozarteum di Salisburgo, l’International Music Academy di Kusatzu (Giappone) e nei corsi di musica antica di Urbino. È stata inoltre docente alla Hochschule für Kunst und Musik di Brema (2011-2018).
È l’ideatrice, e fra i fondatori, dell’Accademia Vivaldi presso l’Istituto Vivaldi della Fondazione Cini, Isola di San Giorgio maggiore-Venezia, dove dal 2017 tiene i seminari sul repertorio vocale vivaldiano.
Al centro dello spettacolo la storia e la figura di Adriana Basile: cantante e musicista fra le più ammirate del primo Seicento. Celebrata per la voce celestiale, per l'arte del canto, per la bellezza e per l'onestà da legioni intere di poeti la "bella Adriana", come la si chiamava, era nata a Napoli, nel villaggio di Posillipo, intorno al 1580. Già famosa in patria nei primi anni del Seicento fu oggetto di vere e proprie trattative diplomatiche da parte di Vincenzo Gonzaga duca di Mantova, desideroso d'assicurare la "diva" ai grandiosi spettacoli musicali della sua corte. Adriana partì da Napoli il 26 maggio 1610; esordì a Mantova il 25 giugno tra applausi deliranti. La sua leggendaria avvenenza fisica era pari al virtuosismo del suo talento musicale, fondato su straordinarie capacità canore (riverberate dalla seduzione del suo timbro scuro e raro di contralto) , compositive (da provetta cantautrice) e polistrumentali. Doti di non scontata eccellenza professionale femminile unita a leggiadria che, nella Napoli cinque-seicentesca, la facevano perciò vagheggiare dalle Corti d’Italia e d’Europa. E giunsero a far affermare persino all’esigente Claudio Monteverdi, mai tenero verso strumentisti e cantanti, che «la signora Andriana benissimo cantare, benissimo sonare e benissimo parlare ho udito» (in una lettera datata 28 dicembre 1610). Tanto che la «bella» e «divina Adriana» Basile, nota pure come «la Sirena di Posillipo», arrivò a oscurare non solo tutte le migliori cantanti del suo tempo, ma addirittura il fratello Giovan Battista (sì, proprio l’autore de Lo Cunto de li Cunti, altra personalità di una famiglia benestante fitta di letterati e musicisti), mietendo successi e ispirando cori di lodi e opere in suo onore da parte di celebri compositori, letterati, artisti, nobili, cardinali e prìncipi mecenati che però non intaccarono mai la proverbiale, riservata compostezza di questa diva ante litteram, sposata (con il gentiluomo calabrese Muzio Barone) e madre di più figli: di cui due, Caterina ed Eleonora, anch’esse cantanti.

La Basile si esibì nelle più prestigiose sale musicali dell’epoca e nelle più importanti corti in un viaggio artistico che la portò da Napoli a Roma, da Firenze a Venezia fino ad arrivare a Mantova. Un viaggio ricco di incontri con musicisti e poeti che a lei dedicarono note e versi rimasti nella storia musicale e letteraria dell’Italia.
In "Se di Basile il volto" saranno presenti non solo le musiche dell’epoca e le vicende di Adriana ma anche i testi del fratello Gianbattista noto per essere l’autore de Il cunto de li cunti ( Pentamerone ).
