Comune del Vibonese travolto da indagine su ammanchi milionari (NOMI)
Contestati mandati fittizi e flussi sospetti che avrebbero svuotato le casse comunali

Sono trenta le persone indagate e otto le associazioni e società coinvolte nell’avviso di conclusione delle indagini preliminari firmato dalla Procura di Vibo Valentia nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione finanziaria del Comune di Vazzano.
Secondo l’ipotesi accusatoria, nel periodo compreso tra il 2015 e il 2024 sarebbero stati effettuati mandati di pagamento ritenuti fittizi o alterati, attraverso i quali dalle casse comunali sarebbero stati sottratti quasi 850mila euro. Le somme, sempre secondo gli investigatori, sarebbero state indirizzate verso conti personali, professionisti, associazioni e imprese.
Figura centrale dell’indagine è Domenico Antonio Buggisano, ex responsabile dell’area Affari generali del Comune, pensionato dal 2022 e successivamente incaricato di una collaborazione gratuita con l’Ente. Alla sua posizione vengono contestati, tra l’altro, presunti trasferimenti di denaro per oltre 294mila euro attraverso prelievi, bonifici e movimentazioni finanziarie.
Le accuse ipotizzate dalla Procura comprendono, a vario titolo, peculato, autoriciclaggio e trasferimento fraudolento di valori. Gli accertamenti avrebbero riguardato anche presunti investimenti in titoli di Stato, prelievi di contante e trasferimenti verso conti esteri.
Nel procedimento sono coinvolti anche soggetti chiamati in causa per il mancato controllo sulla gestione finanziaria dell’Ente. Contestazioni vengono mosse, tra gli altri, agli ex amministratori e ai revisori dei conti per i rispettivi periodi di incarico.
L’attuale sindaco Vincenzo Massa, secondo l’accusa, avrebbe consentito l’utilizzo delle proprie credenziali digitali per l’emissione di mandati ritenuti irregolari. Lo stesso primo cittadino, nell’autunno del 2024, aveva presentato denuncia dopo aver rilevato gli ammanchi che hanno dato impulso all’inchiesta.
L’avviso di conclusione delle indagini non costituisce una richiesta di rinvio a giudizio. Gli indagati avranno ora venti giorni per presentare memorie, produrre documenti, chiedere ulteriori accertamenti o rendere dichiarazioni.
