Centri per l'impiego, i lavoratori: "Le istituzioni hanno deciso di non decidere"
I lavoratori impegnati nei Centri per l’Impiego calabresi esprimono disappunto e contrarietà rispetto alle decisioni assunte
"Come lavoratori impegnati nei Centri per l’Impiego calabresi intendiamo esprimere il nostro disappunto e la nostra contrarietà rispetto alle decisioni prese nella riunione tra la Regione Calabria, l’Upi Regionale e i rappresentanti delle Organizzazioni Sindacali, nella quale si è deciso di prorogare per un altro anno le Convenzioni con le Province ed il nostro status di “lavoratori in avvalimento”. E quanto scrivono in una nota i lavoratori dei Centri per l’Impiego delle Province di Catanzaro, Crotone, Vibo Valentia e Reggio Calabria.
Situazione drammatica. "Dopo gli anni e i mesi passati nei quali sono emerse in tutta evidenza le tante situazioni drammatiche e insostenibili che si vivono nei nostri CPI (stipendi arretrati non pagati per gli impiegati nella provincia di Vibo Valentia e di Crotone (con la situazione drammatica di Vibo emersa in modo anche eclatante sui giornali per difficoltà logistiche e funzionali oltre ogni limite), 17 lavoratori in provincia di Catanzaro che aspettano da 7 anni di uscire dal loro part-time involontario di sole 18 ore settimanali, situazione irrisolta di 64 lavoratori a tempo determinato di Reggio Calabria e 8 in Provincia di Crotone, anch’essi con tanti mesi di stipendio arretrato non pagato) e le tante azioni che si sono svolte per chiedere un cambio di passo e una definitiva assunzione di responsabilità ci aspettavamo un esito diverso e una soluzione più di prospettiva che purtroppo non è arrivata".
Rimpallo di responsabilità. Traslare a livello regionale e utilizzare le coperture garantite dal governo con il “decreto milleproroghe” per concedere un altro anno ai colleghi a tempo determinato mediante l’utilizzo di risorse FSE e rinnovare senza modifiche significative le Convenzioni già in essere con le Province non aiuta a risolvere in modo credibile nessuno dei problemi sopra elencati. Equivale piuttosto a decidere di non decidere, nascondendo la polvere sotto un tappeto ormai logoro fatto di inadeguatezza, pressappochismo e scarsa lungimiranza che è esattamente il contrario di quello di cui i nostri uffici hanno bisogno".
Centri abbandonati. "Dal nostro punto di osservazione la Calabria non è infatti una regione qualsiasi e riteniamo inaccettabile che i Centri per l’Impiego siano oggettivamente abbandonati e progressivamente dismessi (magari in favore di un settore privato ritenuto più efficiente ma che si è già dimostrato solo più rapace e approfittatore). Dai nostri sportelli debbono (per legge) passare infatti i più disperati tra i disperati di questa Regione: disoccupati, cassaintegrati, mobilitati in deroga e giovani Neet, tutti alla disperata ricerca di opportunità di impiego e di vita. Politici e amministratori accorti non possono e non debbono togliere serenità e speranza da questi luoghi e noi non possiamo continuare a gestire tutto questo, come ormai da troppo tempo facciamo, in continua emergenza, senza riferimenti certi a livello dirigenziale, senza risorse, senza stipendi, senza linee telefoniche, senza sistemi informativi adeguati; ora anche per un altro lungo anno senza un riconoscimento giuridico che ci permetta di identificare con chiarezza chi è il nostro datore di lavoro.
Il momento di decidere. Noi riteniamo che il disposto della Legge Delrio (L. 56/2014) e l’esito referendario, lasciando immutato il titolo V della Costituzione, abbiano stabilito in modo inequivoco che le Regioni hanno la piena responsabilità sul Settore del Mercato del Lavoro e delle politiche attive che sia quindi arrivato il momento anche per la Regione Calabria di fare senza indugi tutti i passaggi, finora rimandati, necessari per un reale ed effettivo riconoscimento dei CPI come Uffici territoriali propri, cosi come previsto espressamente anche dal decreto legislativo 150/2015 di riordino in materia di servizi per il lavoro e come molte altre Regioni hanno già fatto (vedi, ultima, la Regione Abruzzo).
