Nel mirino di Arturo Lavorato e Antonio Capua, c'è l'assessore ai Lavori Pubblici della cittadina tirrenica Federico Polito

"A proposito della protesta popolare dei nicoteresi, campeggiano in questi giorni nella cronaca nicoterese della carta stampata e dei quotidiani online i messaggi concilianti e dialoganti dell’assessore comunale ai Lavori pubblici Federico Polito, che sembra stia vivendo vite parallele nel momento in cui sceglie di rappresentare un docu-film annoverabile nella sezione della fantascienza". "Scompaiono  - sostengono Arturo Lavorato e Antonio Capua -  nella sua surreale rappresentazione , fatti e circostanze ampiamente documentati dai mezzi d’informazione e dai social network che né l’assessore Polito né qualunque altra persona dotata di onestà intellettuale può pensare di mistificare".

La disamina. "Veniamo ai fatti - scrivono i due -  Così dice e così le sue parole vengono trascritte “Siamo dalla parte dei cittadini”; "quanto avvenuto nel corso della riunione costituisce un fatto esemplare che ha visto istituzioni e cittadini lottare insieme intorno a un tavolo per eliminare i disagi”; “ Un incontro positivo, che ha visto istituzioni e nicoteresi combattere insieme per un obiettivo comune”.

La spiegazione. "Le sue parole - prosegue la nota -  sono riferite al tavolo tecnico del 4 agosto realizzatosi alla Cittadella di Catanzaro, sede della Giunta Regionale, che affrontava in concreto alcune delle problematiche sollevate dalle proteste popolari dell’ultimo mese, a Nicotera. In concomitanza a detto Tavolo si era messo in atto un blocco stradale nel punto più importante di snodo tra Nicotera e Monte Poro-Vibo. E la motivazione non era certo per protestare verso una controparte regionale, che seppure dopo azioni forti della cittadinanza in lotta si era disposta all'ascolto, alla collaborazione e, soprattutto, a mettere mano ai finanziamenti urgenti . Ma si era lì perché il capo dell’ufficio tecnico del Comune di Nicotera non collaborava, aveva disertato la riunione precedente, sempre a Catanzaro, rischiando di far perdere i fondi per interventi urgenti sulla rete fognaria e delle acque bianche. E ciò rischiava di vedere ampiamente vanificato il sofferto risultato di stabilire con delegati di peso della giunta, (come l’assessore all’Ambiente Rizzo e l’Ingegnere Pallaria, delegato dal Presidente Oliverio fin dal giorno dell’occupazione della stazione di Rosarno),un confronto concreto, fattivo, tecnico sugli interventi da realizzare, ovvero cosa fare, quando, con quali soldi.  "Eravamo lì per obbligare, com’è poi avvenuto, l’ufficio tecnico, nella persona del capo, l’ingegnere Ciampa, a collaborare. Dopo acclarate e ingiustificabili omissioni. Senza che in questo senso si potesse contare sull’appoggio o sulla mediazione dell’amministrazione.

L'affondo. "Quindi le dichiarazioni di Polito non le capiamo in quanto:  i delegati della giunta comunale non erano previsti a quel tavolo, hanno fatto una fugace apparizione e non hanno avuto alcun ruolo nella sua istituzione e tantomeno nell’elaborazione degli interventi. Ne è prova la mancanza della firma di alcuno di loro nel verbale dell’incontro (che alleghiamo) , redatto materialmente dall’ing. Antonio D’Agostino, delegato tecnico dell’assemblea cittadina a conclusione dell’incontro. Tale tecnico, per imprescrutabili motivi, non viene neppure citato dall’assessore tra i componenti della delegazione . La protesta era contro il Comune, non contro la Regione, per costringere il Capo dell’ufficio tecnico ad ottemperare alla convocazione a Catanzaro, sollecitata anche dalla Prefettura di Vibo, a fare i l suo dovere d’ufficio".