Coronavirus, traffico aereo dimezzato: "Sacal chiede la cassa d'integrazione"
L'emergenza coronavirus sta creando non pochi problemi anche al comparto dei trasporti. Spostamenti fortemente diminuiti, voli cancellati, treni deserti. Insomma, una situazione non facile da gestire, soprattutto se l'emergenza dovesse protrarsi ancora nel tempo. E c'è chi pensa, come la Sacal Spa, la società che gestice gli aeroporti calabresi di Lamezia Terme, Reggio Calabria e Crotone, di fare ricorso alla cassa integrazione. La stesa società ha prodotto una formale richiesta ai sindacati del settore: Filt Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti, Ugl Trasporto Aereo e alla Confindustria di Catanzaro.
La Sacal punta ad una richiesta di cassa integrazione straordinaria (per effetto dell’art. 2 co. 1. D.P.R. 10 giugno 2000 n. 218) che "sarebbe motivata dalla perdurante e significativa contrazione della clientela e del volume di attività lavorativa con la cancellazione e/o la sospensione delle attività". La cassa integrazione riguarderebbe solo alcuni dipendenti che verrebbero "sospesi a zero ore o a regime di orario ridotto di lavoro per 12 mesi a partire già dal prossime mese di aprile". Dai sindacati però pare filtrare un certo scetticismo rispetto alla proposta arrivata dalla Sacal. Il disagio dei trasporti e dei voli aerei potrebbe essere contenuto in un arco temporale confinato all'emergenza di queste settimane. Il confronto però rimane aperto.
