'Ndrangheta, la Dda chiede il rinvio a giudizio per il gotha della criminalità (DETTAGLI)
Un sistema tentacolare tra narcotraffico e infiltrazioni pubbliche: il 13 aprile la prima udienza nell'aula bunker
Il prossimo 13 aprile, le porte dell’aula bunker di Reggio Calabria si apriranno per uno dei passaggi più delicati della maxi-inchiesta “Millennium”. Il Giudice per le indagini preliminari, Giuseppina Laura Candito, ha fissato l'udienza per valutare il rinvio a giudizio di 49 persone, finite nel mirino della Direzione Distrettuale Antimafia per quello che viene descritto come un sistema criminale granitico con base nella Locride e proiezioni su scala nazionale.
L'impianto accusatorio, coordinato dal Procuratore Capo Giuseppe Borrelli e sostenuto dai PM antimafia Giuseppe Lombardo e Vittorio Fava, delinea una struttura capace di muoversi su più livelli. La richiesta di processo non riguarda solo la manovalanza, ma anche i presunti registi di un network illegale che avrebbe inquinato non solo l'economia, ma anche i gangli della gestione pubblica.
I numeri dell’inchiesta sono impressionanti: oltre 100 capi di imputazione contestati agli indagati, accuse che spaziano dall'associazione mafiosa al narcotraffico internazionale, estorsioni, riciclaggio, ricettazione e attentati dinamitardi per imporre il controllo sul territorio.
Ciò che rende il filone “Millennium” particolarmente insidioso è la contestazione di reati contro la Pubblica Amministrazione e l’amministrazione della giustizia. Secondo gli inquirenti, il potere delle cosche non si limitava alla violenza delle armi o del traffico di stupefacenti, ma si avvaleva di una fitta rete di relazioni e coperture che permetteva il reimpiego di capitali illeciti e garantiva l'impunità o il favore istituzionale.
L'udienza preliminare rappresenterà il primo vero test per le prove raccolte dalla DDA. La difesa dei 49 indagati si prepara a dare battaglia per smontare un quadro accusatorio che vede la Locride ancora una volta al centro di dinamiche criminali capaci di proiettarsi ben oltre i confini calabresi. Se il GIP accoglierà la richiesta della Procura, si aprirà una delle fasi processuali più significative degli ultimi anni per il distretto reggino.
