La Corte d'Appello di Catanzaro, presidente Loredana De Franco, stravolge il verdetto di primo grado e assolve tre imputati per la tentata estorsione a una concessionaria automobilistica di Vibo Valentia. Per i giudici di secondo grado, non sono colpevoli dei reati che venivano loro contestati, Nicolino Franzè, 75 anni di Vena Superiore; Francesco Franzè, 33 anni, figlio di Nicolino e Domenico Carrà, 42 anni, genero di Franzè, tutti difesi dall'avvocato Giuseppe Di Renzo. Codifensore per Nicolino Franzè l'avvocato Giuseppe Grande.

In primo grado il processo scaturito dalle operazioni "Prometeo" e "Una Tantum" aveva portato alla condanna di cinque anni e 9 mesi di reclusione per Nicolino Franzè; 5 anni e 6 mesi a testa per Francesco Franzè e per Domenico Carrà. Padre, figlio e genero, stando alla ricostruzione accusatoria, sarebbero entrati nella concessionaria, chiedendo una cifra di 50mila euro a Daniele Stuppia, oltre che 2mila euro al mese. Quest'ultimo aveva denunciato i suoi aguzzini alla polizia che nel giro di poco tempo aveva risolto il caso. Ne era venuto fuori un processo con le conseguenti condanne di primo grado, sconfessate dal giudizio d'Appello.