La Funzione Pubblica CGIL Area Vasta Cz-Kr-Vv esprime sconcerto e preoccupazione a seguito dei fatti accaduti nei giorni scorsi presso il Pronto Soccorso di Vibo Valentia, ovvero l’acceso diverbio tra due sanitari.

«È bene evidenziare che le aggressioni perpetrate a danno dei sanitari comprese le liti tra di essi indicano un forte stato di malessere organizzativo e gestionale della struttura interessata. Gli “atti di violenza a danno di operatore” rappresentano uno dei sedici punti annoverati dal Ministero della salute nella lista eventi sentinella - scrive il sindacato - Gli eventi sentinella sono considerati, per la loro gravità e il loro significato, un problema prioritario per la sicurezza dei pazienti, con importanti ripercussioni sulle organizzazioni sanitarie, sui professionisti e sulle amministrazioni locali e regionali. Senza entrare nel merito di chi possa avere torto o ragione, questo rimane compito delle forze dell’ordine accertarlo, chiediamo con forza al Management aziendale e in particolare al Generale Antonio Battistini di attivare con somma urgenza il processo di “Root Cause Analysis” ovvero la ricerca delle vere cause che stanno alla base del deficit organizzativo e gestionale del Pronto Soccorso (Medicina e Chirurgia d’accettazione e d’urgenza) di Vibo Valentia che, chiaramente, non possono essere lasciate alla mera valutazione del Capo Sala della struttura e meno che meno ai Dirigenti Medici di turno».

«Tale metodologia se applicata correttamente (Gruppo mobile regionale per la RCA, formato da esperti che supportino le aziende nell’applicazione della RCA) consente alle organizzazioni sanitarie di identificare le cause e i fattori che contribuiscono il manifestarsi di un simile evento avverso, consentendo di conseguenza di mettere in atto azioni utili a contrastare il ripetersi di tali eventi, nonché sviluppando raccomandazioni per l’implementazione sistematica delle azioni preventive. - continua la Cgil - Così come riteniamo sia utile chiarire, con altrettanta determinazione, come sia possibile che un operatore in ferie possa intervenire nei processi organizzativi dell’azienda. A tal proposito supponiamo che lo stesso sia stato richiamato dal management aziendale e che abbia ripreso le sue attività di coordinatore con relativa sospensione del periodo di riposo dovuto. Ogni altra soluzione riguarderebbe atteggiamenti (giusti o sbagliati che siano), lontani dalla nostra cultura».

«Nella speranza che anche questa volta la questione non venga liquidata con le consuete pacche sulle spalle e con l’organizzazione di un cenone amicale dove fumare il “calumet della pace” la Funzione Pubblica CGIL auspica, da parte del Commissario ad Acta della Regione Calabria e del Commissario Straordinario dell’ASP di Vibo, l’attivazione di azioni concrete basate su metodologie scientifiche per individuare e rimuovere le vere cause del problema.