Tropea e Serra mettono in campo iniziative contro il decreto Scura. Proteste, petizioni e polemiche varie sono le protagoniste di questi giorni

Le città di Tropea e Serra San Bruno dicono "no" alla riorganizzazione della rete ospedaliera, così per come pensata dal commissario per l'attuazione del Piano di rientro della Sanità calabrese, Massimo Scura. Dure polemiche e inziative popolari si susseguono in queste ore. Proteste che si affiancano a quella dei medici primari dell'ospedale "Jazzolin" di Vibo, che hanno rimesso il proprio incarico nella mani di prefetto e ministro.

Tropea. I cittadini continuano a raccogliere le firme e fino ad ora sono 1198 le sigle apposte sul documento della popolazione programmato contro il decreto del commissario. Allo stesso tempo si raccolgono le schede elettorali, riconsegnate in segno di protesta e sono 69 quelle pervenute allo stato attuale. Domani, invece, un gazebo verrà posizionato nel centro cittadino, dove sarà possibile confermare la propria adesione alla protesta e, contemporaneamente, alla partecipazione al consiglio regionale in programma per il prossimo 24 marzo. Il sindaco ha poi ribadito la sua volontà espressa nei giorni precedenti, che andrebbe nella direzione contraria al decreto. Il primo cittadino, come gli altri sindacti del distretto, si è detto pronto ad impugnare il provvedimento.

Serra San Bruno. Polemiche si registrano anche a Serra San Bruno, dove il decreto è stato interpretato come "uno scippo" nei confronti del territorio. Il presidente del Consiglio comunale Giuseppe De Raffaele, ha tenuto una conferenza stampa, nella quale ha chiarito la sua posizione. "Le determinazioni del commissario - ha detto - compromettono la piena realizzazione del diritto alla salute del centro montano". Polemiche indirizzate al Partito democratico, ritenuto responsabile dei problemi vissuti dal comparto sul territorio, e destinate ad un seguito.