Escalation in Iran, rincari energia: rischio frenata per la Calabria
La crisi potrebbe comportare una spesa aggiuntiva media di 166 euro a famiglia, portando il conto annuo a circa 2.593 euro

L’escalation militare in Iran scuote i mercati energetici e presenta il conto anche alla Calabria. Il Brent ha superato i 73 dollari al barile mentre il gas europeo, scambiato ad Amsterdam, è salito oltre i 60 euro al megawattora, con un balzo che riporta i prezzi ai massimi dal 2022. Un aumento che si traduce in bollette più pesanti e carburanti in rialzo, con effetti a catena su famiglie e imprese.
Secondo le stime di Facile.it, la crisi potrebbe comportare una spesa aggiuntiva media di 166 euro a famiglia, portando il conto annuo a circa 2.593 euro. A preoccupare sono anche le tensioni sullo Stretto di Hormuz, snodo chiave per le forniture globali di energia.
Per una regione con un’economia fondata su agroalimentare, trasformazione e logistica, l’aumento dei costi energetici rischia di erodere margini e frenare investimenti. Le stime di Svimez indicano per fine 2025 un possibile rallentamento del Pil. Il timore è una nuova fase recessiva in un territorio già segnato da fragilità strutturali.
