'Ndrangheta vibonese, colpo di scena processuale: condannato in Rinascita Scott torna in libertà (NOME)
La Corte d’appello accoglie l’istanza della difesa: senza la rideterminazione della pena dopo il verdetto della Cassazione, la detenzione è illegittima
Si riapre inaspettatamente la posizione processuale di Filippo Orecchio, figura coinvolta nel maxi-processo alla 'ndrangheta vibonese "Rinascita Scott". Con un provvedimento d'urgenza emesso il 19 dicembre, la Corte d’appello di Catanzaro ha disposto l’immediata liberazione dell’uomo, disponendo l'annullamento dell'ordine di carcerazione che lo aveva condotto presso il carcere di Sulmona.
La svolta è arrivata grazie all’incidente di esecuzione presentato il 18 dicembre dai legali di Orecchio, gli avvocati Mario Antinucci (Foro di Roma) e Giuseppe Orecchio (Foro di Vibo Valentia). La difesa ha eccepito un vizio procedurale insanabile: nonostante la condanna, la Corte di Cassazione aveva precedentemente annullato con rinvio l’aggravante del metodo mafioso relativa al controllo economico del territorio.
Secondo i giudici di secondo grado, in assenza di una sentenza definitiva che ridetermini il nuovo computo della pena al netto dell'aggravante caduta, non sussistono i presupposti legali per l'esecuzione della carcerazione. Di fatto, l’ordine di arresto è risultato privo di una quantificazione della pena certa e attuale.
Grande soddisfazione è stata espressa dal collegio difensivo per il riconoscimento delle ragioni esposte nell'istanza. «L’orientamento garantista della Corte d’appello di Catanzaro – ha commentato l’avvocato Mario Antinucci – dimostra che anche nei procedimenti legati a reati di grande allarme sociale è fondamentale il rigoroso rispetto delle regole del giusto processo. Si tratta di princìpi cardine ai quali nessun operatore della giustizia può e deve sottrarsi».
