Via libera del Consiglio regionale al bilancio: "Manovra da 6,2 miliardi di euro"
Oltre ore di dibattito prima della votazione finale. Il Consiglio regionale ha approvato il bilancio di previsione per gli anni 2019-2021, il Collegato alla manovra di finanza regionale e la Legge di stabilità regionale 2019. Una manovra che ammonta complessivamente ad oltre 6 miliardi di euro ma sulla quale - come tradizione - pesano i costi della sanità.
Si tratta in gran parte di risorse a destinazione vincolata, vale a dire di somme il cui utilizzo può aver luogo solo per finalità stabilite da altri decisori istituzionali o con questi concordate. Rientrano in tale area le risorse destinate al finanziamento del servizio sanitario regionale (3,7 miliardi circa), l'annualità 2019 del Por Calabria e del Pac 2014-2020, (913 milioni), le risorse del Programma di Azione e Coesione 2014-2020 (305 milioni), nonché ulteriori fondi di natura vincolata assegnati a vario titolo dallo Stato o da altri soggetti (433 milioni circa).
Per quanto riguarda la voce delle entrate, nel Bilancio di previsione della Regione si specifica che "i tributi propri, comprese l'imposta regionale sulle attivita produttive (Irap) e l'addizionale regionale Irpef, ammontano complessivamente a 1.191 milioni circa. Tuttavia una quota dell'Irap, pari a 109 milioni, e una quota dell'Irpef, pari a 211 milioni, sono destinate al finanziamento del servizio sanitario regionale, mentre un'altra parte dell'addizionale Irpef, quantificata in 75,7 milioni e derivante dai provvedimenti fiscali in materia di addizionale Irpef assunti con la legge regionale 30/2002, nonché i 25,2 milioni derivanti dall'incremento dell'aliquota Irap, sono destinate alla copertura dei disavanzi di gestione in materia di spesa sanitaria.
Il Bilancio è stato contestato dai banchi dell'opposizione, a partire da Fausto Orsomarso, capogruppo del Misto, per il quale "il fallimento di Oliverio si misura proprio su questo provvedimento, privo di programmazione in ogni settore, basti pensare alla quarta proroga della gestione straordinaria dei rifiuti, e privo di capacita' di gestione, soprattutto nel campo della sanità". "Bilancio clientelare ed elettorale" è stata anche la definizione del consigliere Alessandro Nicolò, del Misto, secondo il quale "questo Consiglio regionale doveva già essersi sciolto per la manifesta incapacità della governance: il provvedimento fa un'autentica distribuzione dei pani e dei pesci per soli fini elettorali, ed è triste vedere questa chiusura della maggioranza rispetto ai reali problemi della Calabria".
