Un vero e proprio accordo commerciale tra una cosca di Agrigento e alcuni "narcos" vibonesi ritenuti vicini alla 'ndrangheta. E' quanto emerge dell'operazione "Kerkent" che all'alba di oggi ha portato all'arresto di oltre 30 persone. A fare da intermediario tra Cosa Nostra e 'ndrangheta sarebbe stato - secondo l'accusa - Andrea Puntorno, uno dei capi ultrà della Juventus.

Gregorio Niglia

Francesco Romano

I "narcos" della 'ndrangheta. I tre vibonesi coinvolti sarebbero infatti considerati dagli inquirenti vicini agli Accorinti. In manette sono finiti Gregorio Niglia, già noto alle forze dell'ordine e con alle spalle una serie di precedenti per detenzione e spaccio di droga; Francesco Romano, coinvolto nel 2011 nell'operazione anti-droga Ghost; e Domenico Mandaradoni, già protagonista di altre vicende giudiziarie legate alla droga.




I viaggi in Sicilia. In particolare Mandaradoni, originario di Francica ma domiciliato fuori dalla Calabria, sarebbe "sceso" nel febbraio del 2016 proprio ad Agrigento. Il giorno dopo la sua “discesa” gli inquirenti hanno fatto scattare una perquisizione in uno dei depositi di un'azienda di calcestruzzi monitorata dai carabinieri. Nella circostanza sono stati sequestrati circa tre chili di marijuana, mezzo chilo di cocaina, 300 grammi di sostanza da taglio, una pistola con matricola abrasa e diverse cartucce. Altro importante episodio è quello del marzo 2016. I calabresi Gregorio Niglia e Francesco Romano raggiungono Agrigento e si recano in un’abitazione utilizzata da Antonio Massimino per consegnare - secondo quanto sostiene l'accusa - ad una donna a lui vicino 400 grammi di ketamina e 67 grammi di cocaina. Di contro, i calabresi tornavano con una cifra in contanti di 5900 euro.

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