'Ndrangheta, faida nel Vibonese: presi i responsabili dell'efferato omicidio (NOMI)
Blitz della Dda di Catanzaro e dei Carabinieri: individuati mandante ed esecutore del delitto

Quattordici anni di silenzi e piste sospese si rompono con un’operazione che riaccende i riflettori su uno degli omicidi di ’ndrangheta più emblematici del Vibonese. Una svolta investigativa è arrivata sull’uccisione di Antonino Zupo, assassinato il 22 settembre 2012 a Gerocarne, grazie a un blitz coordinato dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro e condotto dai Carabinieri.
Il delitto, consumato in contrada Comunella, si inserisce nel contesto della contrapposizione tra il clan Emanuele, cui la vittima era ritenuta vicino, e il rivale clan Loielo. Zupo venne ucciso all’interno della propria abitazione mentre si trovava agli arresti domiciliari, in un agguato maturato – secondo gli inquirenti – dopo almeno tre tentativi falliti.
La ricostruzione investigativa individua in Rinaldo Loielo il presunto mandante, figlio del boss Giuseppe Loielo, ucciso nel 2002. In manette anche Cristian Loielo, ritenuto l’autore materiale del delitto.
Accusati di aver preso parte alla pianificazione figurano inoltre Filippo Pagano e Francesco Alessandria, mentre risulta indagato anche Valerio Loielo.
Secondo quanto emerso, il killer si sarebbe fatto aprire la porta per poi esplodere diversi colpi di pistola contro la vittima, all’epoca 31enne e ritenuta reggente del clan Emanuele. Zupo stava scontando una condanna a 14 anni per traffico di droga.
